Socrate, Gesù, Buddha: le somiglianze che ci uniscono

[Fahrenheit] Era appena inizia scoppiata la crisi economico-finanziaria, che ancora lambisce i fianchi esausti dell’Europa contemporanea, quando uscì nel panorama editoriale il graditissimo saggio del profes-sor Lenoir dal semplice titolo Socrate, Gesù, Buddha.

 
Un trio di protagonisti che riporta alla mente i recinti della religione e della filosofia, ma che dopo un’attenta lettura si scoprirà  con delizia che l’intento dell’autore è proprio travalicarli. Quando si fa il nome di Fredèric Lenoir, bisogna mettere le carte in regola; da un lato bypassare la sfilza di epiteti più o meno denigratori con cui è stato tac-ciato negli anni dalle frange retrograde dei movimenti religiose, che vanno da sincretista a umanista spirituale; dall’altro riconoscere il profondo lavoro di scavo messo in opera per raggiungere il nocciolo della questione. Questione che tocca direttamente il periodo in cui viviamo. Dopo l’amo lanciato con il precedente libro dedicato alla Felicità , Lenoir attinge a piene mani dai patrimoni sapienziali dei tre maestri per donare ai suoi lettori un viatico per raggiungere la propria serenità  nel mare in burrasca in cui si trovano a rigirarsi.

Il libro, articolato in 13 capitoli, affronta i tre eminenti personaggi in due ottiche : in una prima parte si dedica alla ricostruzione delle loro vite, secondo le fonti agiografiche e ufficiali, nella seconda parte si dedica ai loro insegnamenti. Tra i tre, il meno indagato potrebbe essere Gesù, ma evidentemente il professore, eletto unanimemente dalla comunità  degli specialisti il più illustre storico comparatista delle religioni, non ha sentito la necessità  di dilungarsi eccessivamente sul Galileo dopo aver già  sciorinato le proprie convinzioni in altri fortunati libri, tra i quali spicca senz’ombra di dubbio il suo sapido controcanto alle tesi del Codice Da Vinci.

Dopo poche pagine, il ruolo del protagonista viene subito assunto dal principe Siddharta Gautama, meglio conosciuto come Buddha il Risvegliato, presentato come un uomo comune che ha avuto la forza di staccarsi dal senso comune e da una vita di sfarzo sibaritico per incamminarsi su una dura strada irta di ostacoli, che tuttavia avrebbe visto trionfare il suo impegno. In un efficace parallelo con Gesù, giunto per rinnovare la rigida legge mosaica sotto la spinta dell’amore e della compren-sione, Buddha ha avuto il merito di aver indicato al suo popolo una via d’uscita dall’infame religione vedica, all’epoca egemone nel subcontinente indiano, che sviliva le maggioranze in un sistema di caste gerarchiche, alla cui base giacevano gli infelici intoccabili, vera e propria zavorra del consorzio civile. Per tutta la durata della sua predicazione quarantennale, di paese in paese, il grande maestro orientale non ha mai smesso di predicare la compassione e la pietà , a sua volta seguito da discepoli entusiasti che non hanno esitato a dedicare la vita alla propagazione delle parole pregne di umanità  della loro guida. Benchè sia la figura meno storicamente definita, Buddha ha sfiorato i cuori di migliaia di persone, da tiranni sanguinari ai più scettici scienziati, colpiti dall’estremo rigore razionale del suo insegnamento, che pone al centro la massima assegnazione sul raziocinio e l’autocontrollo, così come dalla inesauribile dolcezza delle sue esortazioni.

Adeguata attenzione viene rivolta a Socrate, il padre nobile della filosofia occidentale, visto come il prototipo del contestatore, pronto a sacrificare tutto sull’altare del libero pensiero e del dialogo, senza rifiutare il sacrificio estremo. Con occhio allenato, Lenoir riconosce le sfumature mistiche e religiose del pensiero socratico e intesse un ritratto vivace e a tratti demistificatorio del filosofo ateniese, senza disdegnare le cronache popolari dell’epoca.

Di tutti e tre i protagonisti, Lenoir mostra i pregi innegabili. Di Gesù esalta l’abilità  comunicativa, di Socrate l’ironia sofisticata e tagliente, di Buddha l’analisi interiore continua e incessante.

Se siete alla ricerca di un elisir contro l’incredulità  e lo scetticismo, l’opera di Lenoir non potrà  non regalarvi attimi di autentica elevazione al di sopra degli affanni della vita moderna.
Enrico Frasca
 
 
 

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