[FOTOGALLERY] Mo Avast! Oltre 2000 in difesa del Tatarella

Oltre 2000 persone sono scese in piazza per gridare “”Mo avast”” contro il declassamento del Tatarella: presenti anche i sindaci dei Reali Siti e una delegazione di Lucera, l’altra città  privata del nosocomio cittadino che serve i Monti Dauni.

 
Sono giorni di protesta, a Cerignola, per la decisione del governo regionale di declassare l’ospedale Tatarella da struttura di primo livello a struttura di base all’interno del piano di riordino che sarà  ufficializzato sabato prossimo a Bari. Mercoledì e giovedì le istituzioni, i cittadini e le realtà  associative hanno presenziato dapprima a Palazzo di Città  e poi per le strade del centro ofantino, lanciando un messaggio forte e chiaro: Il Tatarella non si tocca.
Il 29 febbraio rappresenta solamente l’ultimo giorno del mese, non una data definitiva. La Regione Puglia non ha la più pallida idea di come attuare questo piano e noi, come città , dovremo essere vigili e attenti soprattutto dopo sabato prossimo, quando dovremo mostrarci coesi e compatti per difendere l’ospedale, ha detto il sindaco Franco Metta che, nella giornata di ieri, per venti minuti ha simbolicamente chiuso il Comune per una breve manifestazione di protesta in piazza della Repubblica.
A sostenere le ragioni dell’opposizione al declassamento anche il vescovo della diocesi Cerignola-Ascoli Satriano, monsignor Luigi Renna: Come per il caso delle trivellazioni alle isole Tremiti, il dialogo tra istituzioni e cittadini è molto importante. Come dice la dottrina sociale della Chiesa, due sono i beni insolubili da salvaguardare: l’istruzione e la salute, la cui tutela è avamposto di ogni società  civile. Senza campanilismi di sorta, mi sembra che la posizione dell’ospedale Tatarella sia da difendere. Molto spesso quando si legifera si ha il timore che possa esserci un cedimento della diga, che si vada anche oltre ciò che si sta decidendo. Questa non è una manifestazione di protesta, ma un atto di attaccamento al territorio. A dare un appoggio alla causa cerignolana ci hanno pensato, mercoledì sera all’interno di un consiglio comunale ad hoc, anche i consiglieri regionali Giandiego Gatta e Giannicola De Leonardis. Per il vicepresidente del consiglio questo è un piano che viene da lontano che avrà  l’effetto di penalizzare anche le eccellenze di Foggia e San Giovanni Rotondo, presso le quali si riverseranno copiosi flussi di pazienti.
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Gatta analizza anche la bozza in via di discussione: Il Piano di riordino ha motivazioni ragionieristiche assunte nelle segrete stanze ed è grave quando esponenti di spicco della giunta si fanno pubblicità  su Facebook vantandosi di aver permesso che la loro provincia, il leccese, non pagherà  lo scotto della riforma. Il riferimento, che ha fatto discutere anche la maggioranza del governo cittadino, è all’intervento dell’assessore salentina Loredana Capone, che attraverso i social network, con un frase diventata virale sul web, con toni trionfalistici sottolineava come la provincia di Lecce è l’unica nella Puglia che non chiude ospedali e non perde nulla.

Nel pomeriggio di ieri un nutrito corteo è partito da piazza Duomo per esprimere dissenso verso le scelte della Regione Puglia. Il comitato spontaneo Mo avast, che già  domenica scorsa ha organizzato un sit-in presso il nosocomio, ha portato per le strade cittadine la protesta garbata e civile. La mobilitazione, però, potrebbe servire a poco? A sentire il parere del presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Andrea Caroppo, e del consigliere regionale Nino Marmo, i giochi sarebbero fatti da circa due mesi: E’ inutile e poco serio chiedere la partecipazione last minute a politici e sindacati, quando anche il ministero alla Salute conferma che il Piano di Riordino pugliese è stato depositato a Roma il 4 gennaio del 2016. Ciò significa che Emiliano ci prende in giro da due mesi senza darci uno straccio di documento vero e apre alla partecipazione, come oggi durante l’incontro con i sindacati, quando il suo piano è già  bello e fatto. Sabato è previsto un confronto tra il sindaco Emiliano e tutti i sindaci della Regione Puglia.
Cerignola si presenterà  con un ordine del giorno approvato all’unanimità  nel consiglio comunale di mercoledì, che punta ad evidenziare la specificità  del nosocomio ofantino, che raggiunge fette d’utenza della BAT, per mantenere gli standard odierni: Non è assolutamente possibile per un bacino d’utenza così ampio come quello della ASL FG e della intera provincia di Foggia, non avere un Presidio Ospedaliero di 1° livello. La stessa richiesta, di mantenere i livelli qualitativi, è stata avanzata anche da San Severo e dal sindaco Francesco Miglio ed è questo il passaggio che starebbe per aprire un vero e proprio derby tra le città  interessate dal taglio regionale. Il 29 il documento sarà  approvato in seduta di giunta. Michele Emiliano tira dritto.
Michele Cirulli
 
 

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