Processo al giudice Zeno: assoluzione per tutti gli imputati

Il fatto non sussiste. Con questa motivazione il gup del tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, ha assolto dall’accusa di corruzione il Gip di Foggia Domenico Zeno, gli avvocati Pietro Barbaro, Rosario Marino, la collaboratrice Loredana Chieti e il funzionario Michele Vigorita.

 

L’inchiesta è partita a maggio scorso, quando secondo l’accusa a Foggia c’erano stati due episodi di corruzione da parte dei due legali nei confronti del giudice per ottenere procedimenti favorevoli nelle cause: i due avvocati, per il tramite del messo del tribunale o di collaboratori avrebbero consegnato soldi a Zeno per la revoca di un sequestro di un impianto di autodemolizione  e attenuazioni di misure cautelari ai propri assistiti.
In entrambi i casi Zeno “ secondo la ricostruzione oggi smentita dal gup Galli- avrebbe adoperato misure favorevoli ai due avvocati in cambio di soldi. L’inchiesta si è rivelata una bolla di sapone, con l’assoluzione dei cinque imputati, avvenuta pochi minuti fa, perchè il fatto non sussiste.
“”Ringrazio chi mi è stato vicino e chi ha sempre creduto alla mia totale estraneità  ai fatti. Ho sempre avuto fiducia nell’autorità  giudiziaria e voglio solamente ringraziare chi è stato al mio fianco: dalla mia famiglia, ai miei colleghi e ai miei collaboratori””, commenta Rosario Marino.
Più duro invece Pietro Barbaro: “”Ribadisco la mia fiducia solamente nell’organo giudicante. Sono molto arrabbiato, perchè carte alla mano questo è un processo che avrebbe dovuto essere archiviato immediatamente. Sono stati stravolti i fatti e c’è stata una spropositata eco mediatica””.

 

 

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