Cosa resta di Radio Orta Nova, sulle frequenze della passione

La luce rossa sulla spia On air si è spenta più di dieci anni fa, all’ultimo piano del palazzo alto di Via Matteotti, ma il ricordo di Radio Orta Nova non è mai svanito, sia tra i numerosi speakers e dj, che si sono avvicendati negli studi, e sia tra i semplici fans e affezionati.

 
Per più di trentanni infatti, l’emittente radiofonica con sede nel comune dei Cinque Reali Siti è stata un vero e proprio centro di aggregazione per giovani di ogni estrazione sociale, oltre che un’importante testata giornalistica, prima di essere assorbita dal Gruppo Teleradioerre e trasferirsi definitivamente a Foggia. Questa avventura – così come la definisce il padre fondatore, Cosimo Aghilar – ebbe inizio nel lontano 1964, quando da giovane radio amatore quale ero, decisi di fare le prime prove tecniche di trasmissione in onde medie dalla città  di Orta Nova, costruendomi una piccola antenna e predisponendo uno studio. Fu un’esperienza di sole 24 ore anche perchè a quei tempi la trasmissione radiofonica era ancora di monopolio della Rai, ma subito compresi che stava per nascere qualcosa di grande.
Mentre parla, Mimmo ci mostra il primo simbolo di Radio Orta Nova, disegnato da lui stesso e raffigurante una città  da cui fuoriesce una vistosa antenna alta quanto il campanile. Nel simbolo che scegliemmo “ ci spiega Aghilar “ c’era tutto il nostro progetto per la città . Disegnai, infatti, dei palazzi senza porte, proprio perchè ognuno era chiuso in sè stesso e non c’era la possibilità  di mettere in comunicazione la gente. L’antenna che sovrasta i palazzi è la soluzione alla palude culturale di quegli anni e non è un caso se è stata rappresentata della stessa altezza del campanile. Volevamo essere una radio autonoma e indipendente dai poteri forti e, analizzando i successivi trent’anni di storia, posso dire che abbiamo tenuto fede a questi propositi iniziali. La radio pirata del gruppo di amici ortesi, soltanto il 22 aprile del 1977, in seguito alla liberalizzazione delle trasmissioni radiofoniche, si registra ufficialmente al tribunale di Foggia come Radio Orta Nova 1 di Cosimo Aghilar, giornale radiodiffuso indipendente di cultura, informazione e attualità , e inizia la sua attività  di trasmissione radiofonica utilizzando la frequenza di 97.00 MHZ. Negli anni successivi i primi programmi cominciarono a riscuotere successo, anche grazie a quelle stesse leggi che allora permettevano a dei ragazzi di svolgere tranquillamente il loro hobby, senza oneri di alcun tipo.
I primi contratti di sponsorizzazione permisero ad Aghilar di acquistare una nuova strumentazione e ottenere altre frequenze tra cui la 93.30, con un ripetitore posizionato ad Ascoli Satriano, la 96.00 a Casone Romano e l’ultima, del 1982, con i 95.00 MHZ, coperti dal ripetitore di Monte Celano sul Gargano. Nei primi anni 80 “ ci spiega Aghilar “ raggiungemmo la massima diffusione del segnale. Infatti i censimenti che facemmo in quegli anni mostravano che il segnale giungeva a nord fino a Monte Silvano di Pescara, a sud fino a Stigliano di Lecce, a est fino alle Isole Tremiti e a ovest fino a San Giuseppe Vesuviano, nel napoletano. Anche grazie alle sue grandi abilità  nel campo della tecnologia, il giovane pioniere della radiofonia ortese, si ritrovò a dover gestire uno strumento potentissimo, anche perchè nel circondario erano poche le frequenze occupate da altre radio del territorio. Così, il signor Aghilar, per più di trentanni ha selezionato e accolto giovani speaker e dj tra i ragazzi di Orta Nova, per ravvivare il palinsesto della sua radio.
Sono tante le storie che si sono intrecciate negli studi radiofonici, a partire da quelle di alcuni professionisti del mestiere che poi hanno fatto carriera, percorrendo altre strade ma che, a Radio Orta Nova, devono comunque tanta riconoscenza. Negli studi “ ci racconta Aghilar “ arrivavano dei ragazzi ed uscivano degli uomini. Grazie a Radio Orta Nova siamo riusciti a strappare alcuni giovani dalla delinquenza e questo spiega quanto è stato importante il nostro percorso. Ancora oggi, da molti di coloro che hanno preso parte al progetto, vengo considerato come un padre, perchè non ho mai fatto discriminazioni e ho sempre predicato l’importanza del rispetto reciproco. La radio, oltre ad essere un luogo dove trasmettere musica, era un punto di incontro tra amici e forse è anche per questo motivo che siamo riusciti ad offrire dei formati di successo. C’è stato un periodo in cui, ad Orta Nova e nel circondario, nessuno poteva rinunciare a seguire Radiosamente, il contenitore di costume costruito esclusivamente sull’intrattenimento musicale e sulle tradizioni e storie locali; così come di successo fu anche il programma Dischi a gettone, in un’epoca in cui i cellulari non esistevano e serviva una cabina telefonica per richiedere in radio il pezzo del momento. La passione, inoltre, non si è mai fermata nei locali adibiti alla missaggio musicale.
La squadra di Radio Orta Nova, ha anche contribuito ad organizzare per molti anni la festa patronale in città , invitando artisti del calibro di Renzo Arbore, Iva Zanicchi, Claudio Villa ed Albano Carrisi. Indimenticabili anche le serate da ballo organizzate presso la Sala Eden di Via Carapelle, oggi abbandonata ma all’epoca vero punto di ritrovo per i giovani che amavano ballare e divertirsi con i dj della loro radio preferita. Poi negli anni 90 “ conclude Aghilar “ il quadro normativo per il settore della radiofonia cambiò drasticamente e fummo costretti a trovare delle soluzioni alternative. La burocrazia negli anni ci ha schiacciato e sono stato costretto a cedere le mie concessioni e le strumentazioni. Oggi Radio Orta Nova si chiama Radio Nova ions 97, trasmette da Foggia e non porta con sè più nessun ricordo di quelle generazioni di ortesi che per trentanni furono sottratte al grigiore della monotonia di paese, con in sottofondo la Mazurka di periferia, cantata da Raoul Casadei.

Francesco Gasbarro
 

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