Da 2 mesi dorme in auto, poi occupa la scuola: “”Rimango qui””

Il 27 novembre è entrato nella scuola media Padre Pio, ha forzato l’ingresso di un locale diroccato e insieme alla sua famiglia ha deciso di fare di quel rudere la sua abitazione.

 
 
Da 15 anni quel casolare, che ha un doppio accesso (uno esterno ed uno interno alla scuola), era adibito a magazzino e si trovava nella disponibilità  di un’associazione sportiva che teneva gli allenamenti all’interno della palestra dell’edificio scolastico: tre settimane fa il dirigente scolastico Lucia Lenoci ha dato mandato per lo sgombero, ed appena tre giorni dopo la famiglia, in condizioni disagiate, lo ha occupato.
Il protagonista si chiama Gerardo Tarantino, ha 44 anni, ed è uno dei Ribellioni che accompagnano il celebre Gerardo Bevilacqua nelle sue azioni dimostrative in giro per la città  e che lo hanno seguito durante tutta la campagna elettorale conclusa a giugno scorso. Tarantino ha tre figli, da mesi è disoccupato e negli ultimi due mesi e dieci giorni non avendo più una casa sono stato costretto a dormire in macchina, mentre mia moglie e i bambini alloggiavano da alcuni parenti. Tre mesi fa ha ricevuto l’ordinanza di sfratto, perchè non riusciva più a pagare l’affitto e adesso per vivere mi arrangio. A sostenerlo, per il momento, almeno in parte ci pensa il fratello, mentre anche gli altri Ribellioni hanno pensato di fare la loro parte e mi stanno aiutando con alcuni fondi messi da parte durante la campagna elettorale. I servizi sociali di Cerignola sono al corrente da anni della storia di Gerardo Tarantino: Ho tre figli, di 17, 15 e 14 anni, tutti e tre invalidi civili con problemi di salute: dovrò operare mia figlia al cuore e non ho i soldi per farlo. Siamo entrati qui perchè sapevamo fosse una struttura abbandonata. Mi sto preoccupando di pulirla, di metterla a nuovo, di tagliare l’erba e di fare manutenzione: se devono tenerla abbandonata va bene e se ci abito io non va più bene?, chiede Tarantino.
L’emergenza abitativa, a Cerignola, è una vera e propria piaga. Sono diversi gli immobili comunali occupati da gente in difficoltà  economica in attesa che vengano costruite case popolari. Nel frattempo regna l’anarchia perchè Molte volte le persone sono entrate negli edifici e ci sono rimaste. In questo caso non è più possibile?, interroga il Ribellione, il quale formula anche una proposta all’amministrazione: Come è già  successo in passato con altre persone, potrei fare da guardiano, mi occupo della manutenzione, ma io da qui non me ne vado. Ho tre figli che non stanno bene e non saprei dove andare a dormire. mi hanno detto che i miei figli possono trovare un pasto caldo ed un letto presso le suore, ma non voglio che mi tolgano i bambini, come successo ad altri, o che possa vederli soltanto una volta a settimana. Che fastidio do qui, se nessuno se ne curava di questo posto?.
C’è solo una cosa certa: io di qui non me ne andrò, non sono una persona cattiva, ma da qui non me ne vado. Qui ho pulito, ho fatto manutenzione, questo era un posto abbandonato ed era uno schifo, ci buttavano di tutto. Se continuava ad essere così faceva comodo, se tengono dentro una famiglia che ne ha bisogno non gli va più bene. Se lo mettano in testa tutti- conclude Tarantino- perchè io da qui non mi sposto. Le voci sui locali disabitati di proprietà  comunale girano veloci. Chi ha bisogno di un tetto conosce alla perfezione la disponibilità  degli immobili e a quel punto diventa una lotta contro il tempo: Quando ho visto che c’era questa casa, disperato ho chiamato mia moglie e i miei figli e li ho fatti venire. Adesso abbiamo arredato, stiamo sistemando sia dentro che fuori. Ci sono i termosifoni ma mi hanno tolto il gas e ci riscaldiamo con le stufette. Ho detto di voler fare da guardiano e da giardiniere, più di questo non so cosa fare. Ma mi hanno detto che ora sono fuori legge, perchè ho occupato l’edificio e non si può fare niente, dice il Ribellione.
Prima ero bracciante agricolo, non vado a rubare e non faccio cattive azioni. Sono andato a chiedere un sacco di volte in Comune, ma mi hanno detto che non c’erano fondi. Quando sono andato dalla vicesindaco Albanese, mi hanno detto che avrei dovuto presentare la mia posizione alla commissione e poi avrebbero deciso. Ma nel frattempo in questa casa sarebbero entrate altre persone e io sarei rimasto fuori, osserva Tarantino. Nell’ultima operazione del Comune di Cerignola adottata nel quartiere San Samuele, dove al posto di locali inizialmente previsti come laboratori artigianali sono state previste abitazioni per 5 famiglie in difficoltà , negli uffici dei servizi sociali sono arrivate oltre 350 domande, a conferma di una emergenza che pare aver superato le soglie di emergenza e che si configura come esplosiva.
 
Lenoci: “”Noi siamo rimasti all’oscuro di tutto””
Ad oggi non sappiamo nulla su cosa si ha intenzione di fare. Non c’è un dialogo con l’amministrazione comunale, dopo aver informato il sindaco, non ho avuto alcuna risposta su cosa l’ente, proprietario dell’immobile, intenda fare a riguardo. Nemmeno i vigili mi hanno detto cosa fare. C’è da considerare che non sappiamo chi e quanta gente ci sia dentro, e che una delle porte di quella casa dà  proprio nella scuola, solo che è chiusa dall’interno, Così il dirigente scolastico Lucia Lenoci commenta l’occupazione di uno dei locali della scuola Padre Pio, ubicata nel quartiere Fornaci di Cerignola. Tra l’altro ad oggi la scuola rimane aperta perchè non posso nemmeno chiudere i cancelli, altrimenti commetterei sequestro di persona. E non dimentichiamo che l’intero edificio è al buio, nonostante le richieste, e che appena due mesi fa abbiamo ricevuto un furto di grandi dimensioni con tanto di incendio a seguito, ricorda Lenoci. La struttura occupata si trova nel degrado, anche se la famiglia Tarantino ha provveduto immediatamente ad abitarla e a sanificarla. Siamo preoccupati sia per noi, i genitori, gli alunni, ma anche e soprattutto per quella gente che si è ritrovata ad occupare lo stabile. La cosa più grave è che ad oggi non abbiamo un interlocutore e nessuno ci dice cosa fare e come muoverci. Si dovrebbero dare delle risposte alla scuola- conclude Lenoci- che non è solo il dirigente scolastico, ma un’intera comunitࠝ, aggiunge la dirigente.  Quel posto è in uno stato fatiscente, sporco, la scuola non l’aveva mai visto prima perchè per anni è stato nella disponibilità  di associazioni. Avevamo pensato di riappropriarci di quegli spazi per farne un polo multimediale e di creatività  con un progetto ad hoc, ma adesso rimane tutto sospeso, conclude Lenoci.
 

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