Esclusivo | Mons. Renna: “”Questa è la Chiesa che vorrei””

La prima cosa che voglio fare è conoscere. Voglio essere un chirurgo che vuole operare, ma per farlo non si può di certo sbagliare diagnosi. Per questo la conoscenza reciproca è alla base di tutto, poi si camminerà  insieme per valutare le urgenze, perchè la conoscenza molte volte può essere filtrata.

 
Il futuro vescovo della diocesi Cerignola-Ascoli Satriano, che dal 16 gennaio 2016 sostituirà  don Felice Di Molfetta dopo 15 anni, ha le idee chiare. Originario di Minervino, già  rettore del Pontificio Seminario Teologico regionale pugliese Pio XI di Molfetta, il futuro vescovo sa di dover lavorare in una realtà  molto complicata.Anche perchè la comunità  religiosa si presenta frammentata, divisa, sulle barricate anche e soprattutto dopo l’ultima campagna elettorale, quando Di Molfetta ha dato impulso alla lista civica i-Cattolici appoggiando l’attuale sindaco Metta: Non mi interessa ciò che è successo in passato, perchè la prospettiva ce la fornisce il Concilio Vaticano II quando definisce i rapporti tra chiesa e mondo moderno. Ci sarà  un rapporto di autonomia, ma di collaborazione. Autonomia- spiega monsignor Renna- perchè c’è una diversa mission, collaborazione perchè il fine comune è quello di portare il bene comune. Ad esempio, per essere più chiari, potremo condividere o meno determinate scelte, parleremo con chicchessia e non avremo di certo preferenze per alcuna formazione politica rispetto alle altre. Non mi lascerò influenzare e, soprattutto, non influenzerò alcuno.A Cerignola fervono i preparativi per accogliere il nuovo vescovo. Il comitato organizzatore della Diocesi Cerignola-Ascoli Satriano ha già  organizzato una raccolta fondi di 20 mila euro- secondo metodi matematici certi- per regalare al nuovo pastore della comunità  una automobile (Opel Astra). La notizia ha scosso il mondo cattolico e i malumori si sono rincorsi fino ad Andria, dove oggi risiede don Luigi Renna: Ho saputo per vie traverse di questa mobilitazione. Ringrazio e accetto per pormi nell’ottica della continuità , visto che ho saputo che a Cerignola questa è una sorta di tradizione: quell’auto però non servirà  al vescovo. Ma dell’uso che ne farò mi riservo di comunicarlo non appena sarò entrato in Diocesi, precisa il prelato che, secondo fonti accreditate, ieri mattina non avrebbe accettato di buon grado l’imposizione della tassa millesimale sull’accoglienza imposta dal vicario don Carmine Ladogana. Tra gli stretti collaboratori di monsignor Renna non si esclude l’idea che quel dono possa essere addirittura ceduto, ma sul tema il futuro vescovo preferisce non esprimersi. Almeno per ora. Perchè ogni decisione sarà  presa dopo il 16 gennaio.Il regno di Di Molfetta è stato contestato da più parti. Per don Luigi Renna, che lo conosce sin da quando studiavo teologia, forse le critiche sono ingenerose perchè bisogna guardare all’operato complessivo. Ciò che è certo, però, è che l’ex rettore  del Seminario pontificio regionale dovrà  riconnettere la chiesa ai fedeli, risintonizzando un rapporto che è ormai sfilacciato.Non voglio giudicare situazioni che non conosco. Mi interessa, invece, fare in modo che la comunità  ecclesiale riprenda il ruolo di sale della terra. Voglio lavorare sulle comunità  ecclesiali, perchè gli effetti si riverseranno di conseguenza sulla comunità  civile. Ma senza imposizioni, in grande armonia e soprattutto insieme, osserva Renna.Dunque l’intervento principale avverrà  all’interno della Chiesa, tra i sacerdoti e i parroci oggi divisi in fazioni che, semplificando, si riconoscono in pro-contro Di Molfetta.Al momento prevale la fase di studio. Come riferiscono alcuni collaboratori, monsignor Renna si documenta, soprattutto su internet, sui fatti della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano e sull’ultimo strascico del mandato di Felice Di Molfetta, che in loco sta provocando diverse recriminazioni alimentando polemiche dure, come quella dello storico Francesco Capriglione, oltre alle chiese utilizzate come tribuna politica per il rapporto alla città  del sindaco di Cerignola Franco Metta. Non è un mistero che le aspettative rispetto al suo arrivo sono altissime: prima di tutto c’è da ripulire il clima, a tratti violento, di una comunità  abbandonata al proprio destino.   (Auto)Intitolazione Museo Ascoli, il sindaco Danaro: Non abbiamo responsabilitࠝAlla fine non c’è alcuna compartecipazione dell’amministrazione nell’intitolazione del Polo museale diocesano di Ascoli Satriano al vescovo Felice Di Molfetta: quella scelta è stata presa dalla Curia e, dunque, si tratta a tutti gli effetti di autointitolazione. A precisarlo è il sindaco del borgo dei Monti Dauni Nino Danaro, dopo l’ondata di polemiche sollevate dallo storico Francesco Capriglione e dall’opposizione cittadina.La mia amministrazione non c’entra nulla con questa storia, è stata una scelta della Diocesi rispetto ad una sezione che è di loro proprietà . Per quanto riguarda invece la nostra parte di nostra proprietà , invece, confermo che non ci sarà  alcuna variazione: il Museo Civico Archeologico di Ascoli Satriano è e sarà  intitolato a Pasquale Rosario. La anomala prassi di concedere l’etichetta del sito al vescovo uscente, che il 16 gennaio, dopo 16 anni, lascerà  la guida della Diocesi,  è apparsa strana anche agli stessi fedeli. Così, raccolte le rimostranze dei cittadini, il consigliere comunale di minoranza Enzo Sarcone ha inviato al sindaco una interrogazione per sospendere ogni procedura di nuova intitolazione.Solo che l’amministrazione, che con Di Molfetta ha firmato una convenzione per lo sviluppo e la promozione dei musei, non ha competenza sulla struttura.Il consiglio comunale è servito a fare chiarezza, anche perchè l’evento era stato sponsorizzato dal primo cittadini Nino Danaro, prestando il fianco ad intuizioni e ricostruzioni non necessariamente veritiere.Anche perchè nel 2005, quando Comune e Chiesa hanno stretto il patto sui ritrovamenti archeologici, tutta la struttura era stata dedicata alla memoria di Pasquale Rosario. Oggi, invece, quel pezzo di storia viene sradicata dalla targhetta per consegnarla a Felice Di Molfetta, ancora in vita, precisa Sarcone.Non è nei poteri del sindaco prendere siffatta decisione, ma rientra nelle competenze del Consiglio Comunale adottare un atto che modifichi la convenzione, aggiunge l’oppositore, che auspica che Danaro ritiri immediatamente l’assenso a questa procedura di intitolazione del Museo al vescovo Felice Di Molfetta.Ogni volta che succede qualcosa, tutti se la prendono con l’amministrazione- sbotta Danaro- e così sinceramente non va. Secondo voi posso dire alla Diocesi come gestire un proprio bene e cosa farne? Non so chi abbia preso questa decisione. se il vescovo in persona o la Curia, ma di certo non la mia amministrazione.Sabato 5 dicembre è prevista la inaugurazione della nuova ala del Museo Archeologico di Ascoli Satriano: alle 10:30, dopo i saluti di rito, Di Molfetta vedrà  il suo nome sulla porta d’ingresso dell’edificio.
Michele Cirulli
 

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