Revoca avvocato Black Land: chi ne trae vantaggio?

E’ su tutti i manuali della buona amministrazione e del contrasto alla criminalità  organizzata: aggredire il patrimonio delle bande è il modo più efficace e consigliato per batterle. Per questo il Comune di Cerignola e il Consorzio di Bacino FG4 avevano chiesto 15 milioni di euro come risarcimento danni per il tombamento di rifiuti campani nelle campagne di Ordona e Cerignola.

 

Ancor più semplice con la sentenza di condanna a livello penale che ha colpito 10 dei 14 arrestati nel corso dell’inchiesta ed il relativo riconoscimento di una provvisionale.

L’amministrazione comunale di Franco Metta, invece, revoca l’incarico all’avvocato Pietro Barbaro, che aveva imbastito le pratiche, e non affida a nessuno il compito di guidare gli enti verso l’ottenimento dei ristori ambientali. Certo, Comune e Consorzio rimangono formalmente costituiti parte civile nel processo, ma al momento nessuno ha mandato per seguire le udienze o sollevare eventuali eccezioni. Cui prodest?

Chi ne trae vantaggio sicuramente non è il Comune e nemmeno il Consorzio di Bacino FG4.

Gli accertamenti su Black Land, effettuati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno mostrato un sistema infallibile per eludere i controlli e sversare liberamente immondizia nei campi: uno degli indagati era anche parte integrante del giro del clan dei casalesi. Il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, ex boss della Camorra oggi defunto, aveva stilato una lista di nominativi di autisti, imprenditori, manovalanza che prestava servizio per conto di Gomorra: tra questi anche un uomo coinvolto in Black Land.

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