La testimonianza | Estorsioni 2.0: “”O mi paghi o pubblico il tuo video su internet””

Ecco servite le nuove truffe via internet: non si tratta di acquisti tarocchi su e-Bay o di spedizioni inesistenti attraverso il pagamento con carta di credito. L’ultima frontiera dell’estorsione è a sfondo sessuale e riguarda indistintamente giovani e più adulti che, sedotti da fantomatiche donne o avvenenti uomini, accettano di spogliarsi in webcam per poi subire un fastidioso ricatto.

 
O paghi, talvolta anche somme elevate, oppure quel video sarà  reso pubblico su YouTube o nella posta privata dei tuoi contatti Facebook.
è in rialzo il fenomeno del sexting, ovvero la condivisione di materiale sessualmente esplicito tra ragazzi: foto, video, immagini, registrazioni audio. Una pratica controversa che però può sfociare in veri e propri agguati.
Come è successo a Donato, 27 anni, di Cerignola. O come successo a Silvia, 30 anni, di Foggia. Due casi- su mille- che raccontano della nuova frontiera del guadagno facile e dei pericoli della rete. Un mese fa mi arriva un richiesta di amicizia su Facebook. Accetto e dopo poco questa ragazza- racconta Donato- mi contatta e iniziamo a chattare. Aveva un profilo attivo da tempo, diverse foto anche in compagnia di altra gente: sembra un account reale. Dopo mi chiede il contatto Skype per una videochiamata erotica. Accetto. Su internet capita molto spesso. Poi dopo è successo l’impensabile.
Già , perchè è la donna la prima a spogliarsi: Col senno di poi suppongo che quello fosse un video pre-registrato e ci sono cascato, confida Donato. Parlava italiano, la donna dall’altra parte del monitor. Non benissimo, ma la qualità  dell’audio e del video non sono il massimo e Donato non bada troppo per il sottile.Arriva il suo turno e si spoglia. Dopo qualche minuto la chat di Skype inizia a lampeggiare: messaggi in continuazione: Se non mi dai 750 euro ti sputtano su internet. Ho preso la tua lista di amici su Facebook e se non mi paghi invio a ciascuno di loro il tuo video in cui sei nudo e ti tocchi. Sexting finito male. Con tanto di tentata estorsione a seguito. La donna, dall’altra parte del monitor, dà  anche gli estremi per il bonifico. Ma non è tutto. Donato cerca di parlare, ma l’interlocutrice è inarrestabile. Alza la posta, addirittura. Mentre il ragazzo cerca una soluzione, sul profilo Facebook arriva una notifica: la donna pubblica il suo video, già  caricato su YouTube, intitolato: Donato -pedofilo- attenzione. Nei 40 secondi del video si distingue nettamente la faccia dell’uomo e lo si vede intento a spogliarsi mentre è eccitato.
L’estorsione continua: il video ormai è sia su Facebook, anche se prontamente cancellato, ma anche su YouTube.Ho rifiutato di pagarla e l’ho bloccata. Pensavo mandasse quella registrazione ai miei amici di Facebook, ma non l’ha fatto. Non so perchè. Parlando con altra gente, mi è stato confidato che di questi episodi in rete ce ne sono a centinaia. Appena finiscono con te, passano ad un’altra vittima fino a quando non ottengono il denaro, spiega Donato.
Nel giro di poco l’account della persona che ha tentato l’estorsione è sparito dal web; così come non c’è stata più traccia del canale YouTube su cui era stato caricato il video sexting. Sparito nel nulla. La pericolosità  del cyberbullismo risiede nel fatto che, in molti casi, le immagine diffuse sul web, nonostante l’intervento della polizia postale, non possono essere eliminate del tutto. Anche perchè- per citare qualche esempio- possono tranquillamente finire nei circuiti dei sistemi di messaggistica istantanea come Whatsapp, ed in quel caso la cancellazione di video o foto hot diventa impossibile.
La truffa su internet ha colpito anche Silvia, 30enne, e questa volta c’è stato poco da fare: è Facebook il teatro della caccia alla fotografia: Mi contatta un ragazzo, non eravamo amici su Facebook, dice di volermi conoscere. Non accetto, non lo accetto tra i miei amici. Nel giro di poco mi dice che le mie foto, seppur caste e con tanto di vestiti, sono su un portale italiano a sfondo sessuale. Silvia denuncia l’accaduto alla polizia postale. Dietro l’angolo, però, diverse storie. C’è chi ha subito dei ricatti da parte di sedicenti fotografi o agenti di spettacolo, che con la scusa di proporle in alcuni cast introducendole al mondo dei vip, hanno tentato di estorcere denaro in cambio della mancata pubblicazione di foto di nudo. Dal sexting alla violazione della legge il passo è breve.
Michele Cirulli
 
 

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