Furti d’auto in 5 minuti e senza danni. Come opera la ‘banda tecnologica’

Una banda di rumeni, composta da due- tre uomini, sta letteralmente mettendo a soqquadro la vita degli automobilisti cerignolani. Nella provincia di Foggia si rubano più vetture che a Napoli e le tecniche utilizzate sono le più disparate.

 
Da quelle grossolane e amatoriali a quelle di precisione con l’ausilio dell’alta tecnologia.
Sembrano essere lontani i tempi della spintarella con la quale le bande cerignolane sollevavano la fortunata macchina e la trascinavano in luoghi lontani da occhi indiscreti per poterla spadinare e cannibalizzare, nel migliore dei casi. Sembrano essere terminati anche i giorni del cavallo di ritorno, ovvero il furto con annessa cauzione da consegnare ai malviventi per riottenere nuovamente il veicolo nel frattempo gravemente danneggiato. Adesso le pratiche sono più raffinate, i metodi più sicuri e la rapidità  di esecuzione diventa il marchio di fabbrica delle nuove batterie dedite all’appropriazione indebita.
Difficile pensare che la banda rumena possa muoversi in totale autonomia. Le recenti inchieste hanno dimostrato che, in gran parte dei casi, il furto è il primo passaggio di una filiera molto più complessa e assai redditizia, che parte con i furti d’auto su richiesta per concludersi con la cannibalizzazione dei mezzi e la rivendita. Non c’è sistema GPS che tenga. La banda dei rumeni impiega al massimo cinque minuti per portare via l’auto prescelta. Danni minimi, al massimo soltanto un finestrino rotto per introdursi nell’abitacolo ed iniziare ad utilizzare sistemi di codificazione istantanea delle chiavi. Per questo anche le nuove vetture di ultima generazione, con sistemi di sicurezza all’avanguardia, non sono affatto al sicuro. Anzi, sembrano le preferite e quelle più soggette al nuovo sistema. E’ una sorta di piccolo computer che, collegato attraverso i cavi ad una centralina, riesce a dare l’input di accensione, in particolar modo in quelle auto con accensione a pulsante. Non è uno stratagemma da pochi euro, perchè, secondo gli inquirenti, quell’arnese così preciso ha un costo elevato che potrebbe attestarsi anche intorno a 3000 o 4000 euro. Non un investimento da poco, nemmeno se si decidesse di assemblarlo acquistando online i pezzi necessari per creare il gioiellino criminale.
Così è capitato ad un uomo che aveva parcheggiato la sua auto nei pressi di Palazzo di Città . è entrato nell’ufficio anagrafe per ritirare la sua carta di identità , è ritornato indietro e non ha più trovato nulla. Rubato. A terra vetri frantumati, nulla di più. Tempo massimo  cinque minuti, senza che nessuno, pur essendo mattina e la strada trafficata, si accorgesse di nulla. Il target di automobili rubate è sempre lo stesso: fuoristrada, Bmw, Mercedes. Mezzi costosi. Macchine immatricolate negli anni 2013, 2014 o 2015. Nelle ultime settimane si sarebbe registrato un incremento del 20% sui furti di automobili. Pochissimi cavalli di ritorno, anche perchè i prezzi per riportare a casa l’auto sarebbero molti alti. Probabilmente risulta più produttivo introdurle nel mercato nero.
La facilità  di scasso è garantita, tanto che la maggior parte dei furti, ad oggi, è avvenuta in pieno giorno e in luoghi centralissimi: Palazzo di Città , ex  Ospedale Tommaso Russo, solo per citare due esempi. Le forze dell’ordine sono sulle tracce della batteria, che sembra voler battere scientificamente il territorio zona per zona, quartiere per quartiere. Con il numero assai risicato di agenti e con il controllo del territorio che diventa sempre più difficile, i ladri di auto “ complici i nuovi metodi che riducono i tempi del colpo- riescono a farla franca con grande naturalezza.
Una volta spostata l’auto in zona meno frequentata “ motivo per cui l’ipotesi più accreditata è che vi sia una banda molto più estesa- la batteria esegue un vero e proprio smontaggio della vettura per rilevare la presenza di impianti GPS che possano ricondurre gli inquirenti al luogo in cui è nascosto l’oggetto del furto. Secondo le recenti inchieste, sono le campagne i teatri in cui finiscono irrimediabilmente i proventi di furto.
Michele Cirulli
 

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