Tira brutta aria in Sanitaservice. Ad un passo dalla chiusura?

C’è aria di smobilitazione in Sanitaservice. Non solo la sentenza del Consiglio di Stato, che su Brindisi ha di fatto smantellato l’impianto giuridico delle società  in house, ma i primi provvedimenti agostani della Asl di Foggia lasciano presagire un ritorno al passato.

 
Che potrebbe prevedere il ricorso alle cooperative e non a società  dipendenti dall’azienda sanitaria locale.Il contestato percorso di internalizzazione partì nel 2008: il servizio 118 del Gargano Nord passò alla società  guidata dall’amministratore unico Antonio Dibiase: quell’esperienza, unica nel suo genere, diede avvio alla più grande e massiccia ondata di assunzioni nel settore sanitario pugliese: circa 1000 lavoratori nel foggiano, 6000 in tutta la Regione. Un’operazione di stabilizzazione e riconoscimento dei diritti per i piani alti regionali e per l’allora governatore Nichi Vendola; per le opposizioni una vera e propria macchina elettorale. Oggi però il percorso sembra essere inverso. Tanto che con la delibera della Asl del 6 agosto alla Sanitaservice viene sfilato quel servizio “ il 118 del Gargano- che rappresentò l’inizio della scalata della srl. Infatti il primo servizio ad essere internalizzato con la formula del in house providing (società  completamente partecipate da enti pubblici) fu proprio il 118 del Gargano Nord e tutte le postazioni del 118 gestite da cooperative, spiega il segretario provinciale del sindacato USB Santo Mangia. Oggi, Agosto 2015, comincia il percorso inverso? Quello che, con gran soddisfazione di tanti politici e affaristi, porterà  ad un ritorno al passato non solo dei Lavoratori ma, anche, delle casse delle AA.SS.LL. (e, quindi, dei Cittadini a cui, tra non molto, verranno negate “ causa tagli nella sanità  “ le cure anche primarie). Infatti “ prosegue Mangia- è questo il finale che si aspettano in molti alla luce della delibera n° 478 del 6 Agosto 2015 con la quale la Direzione Generale della ASL FG, affida un’automedica (tra l’altro in una zona dove c’è solo Sanitaservice e questo la dice lunga) ad una cooperativa per un importo di oltre 170.000, 00 Euro/anno (almeno il 25% in più di quanto costerebbe con Sanitaservice e siamo pronti a dimostrarlo).Che la notizia stia creando apprensione nelle corsie dei reparti è testimoniato dal grande interesse dei sindacati, che già  si stanno mobilitando per individuare soluzioni. Per questo il segretario provinciale Usspi, Massimiliano Difonso, lancia l’allarme e indica la via: Se cade Sanitaservice tutti i Lavoratori vanno internalizzati nelle ASL. Indietro non si torna!! Lo abbiamo detto centinaia di volte i lavoratori non torneranno con le cooperative o con nessuna società  che si occupi di servizi esterni. Abbiamo la necessità  di difendere ciò che abbiamo conquistato 8 anni fa, ma soprattutto dobbiamo dimostrare che i lavoratori della sanità  Service hanno un ruolo fondamentale nel servizio del 118 e della emergenza urgenza afferma il segretario provinciale del sindacato Usppi Massimiliano Di Fonso.  Il sindacalista foggiano ritorna anche sul ruolo dell’amministratore unico: Certo la nota dolente resta sempre l’amministratore Antonio Di Biase ormai in sella 8 anni con contratto scaduto e che mai nessuno ha avuto il coraggio di cacciarlo, per chissà  quale motivo non è mai accaduto, facendo amministrare allo stesso una società  con 1000 dipendenti della Provincia di Foggia a suo uso e consumo per i propri interessi e questo è sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo- conclude Difonso- che Antonio Di Biase guadagna più di ‚¬5.000 al mese quindi più di un consigliere regionale oltre accessori e benefici quali auto telefono e quant’altro.
 

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