Criminalità  “”al verde””, in attesa del nuovo assalto ai blindati

Non sono trascorse nemmeno 24 ore dalla visita del Ministro dell’Interno a Foggia, che la criminalità  del territorio ha cercato di assestare un altro dei suoi colpi da manuale esibendosi nella specialità  dell’assalto al portavalori.

 
è successo ieri mattina, intorno alle 8, nel tratto di autostrada A14 che collega Canosa di Puglia a Cerignola, quando un commando di dieci persone, a bordo di auto di grossa cilindrata, hanno tentato di acquisire illegalmente il contenuto del blindato appartenente alla società  Ivri di Bari, in transito in quella fetta di autostrada. Dalle prime ricostruzioni emergono due dettagli fondamentali: la concreta possibilità  che a breve vi siano altri colpi simili, considerata l’urgenza di reperire fondi a causa della lunga serie di colpi falliti, e il rapporto stretto e continuo tra i diversi gruppi criminali della regione, come una santa alleanza di batterie in nome del business. Le larghe intese della mafia pugliese.

La dinamica. Alle prime ore del mattino si è concretizzata una vera e propria trappola: oltre 200 chiodi disseminati sull’arteria stradale per bucare le gomme del blindato in corsa e prelevare il bottino di circa 1,3 milioni di euro. Ad attendere l’automezzo, però, una cortina di fuoco messa a sbarramento della carreggiata con due tir incendiati: a quel punto sono sbucate due vetture di grossa cilindrata, una Bmw X5 di colore bianco (probabilmente rubata giovedì sera a Palazzo San Gervasio, in Basilicata) e una Porsche Cayanne di colore nero, che hanno iniziato a speronare il portavalori Ivri per indurlo allo stop. Nel giro di pochi minuti, sulla corsia della A14 in direzione Foggia, si è consumato l’inferno perchè i dieci banditi “ tutti a volto coperto- che hanno formato il commando hanno iniziato a sparare almeno 10 colpi di fucile e di kalashnikov. Le guardie giurate dalla Ivri di Bari hanno reagito attivando il sistema di allarme interno, che ha bloccato le porte, e hanno proseguito la loro corsa nonostante gli speronamenti del commando. Una delle due auto su cui viaggiavano i malviventi aveva un carrellino agganciato nella parte posteriore, così da poter rendere più incisivo il contatto con il blindato. IL colpo è sfumato, perchè a quel punto, registrato il sangue freddo e la tenacia dei vigilantes, al commando non è rimasta altra scelta: la fuga, tra l’altro resa agevole perchè di fatto erano riusciti ad isolare quel tratto di autostrada incendiando i tir posti trasversalmente sulla corsia. L’allarme è stato lanciato proprio da alcuni automobilisti, praticamente intrappolati nel traffico. Sul posto sono arrivati vigili del fuoco e polizia di Stato di Cerignola che, insieme alla mobile di Foggia, indagano su quella che sembra essere una prerogativa criminale tutta cerignolana.

Il precedente. Il colpo, questa volta fallito, sembra essere fedelmente ispirato a quello avvenuto nello stesso tratto autostradale, la A14, il 6 dicembre del 2013: le analogie riguardano il numero di banditi in azione (10), la tecnica dei chiodi e del rogo e le armi utilizzate per effettuare l’attentato. Quella volta, nel mirino del commando non vi era la Ivri di Bari, ma un un furgone della NP Service che trasportava 28 sacchi di denaro contenenti oltre 2 milioni di euro.

La specialità  cerignolana. Nelle relazioni dell’antimafia il ruolo dei cerignolani nello scacchiere delle attività  criminali in Capitanata è riferibile proprio agli assalti ai portavalori. Sembra essere  questo il tratto distintivo delle batterie ofantine, tanto che quando nel novembre 2014 fallì l’assalto ad un portavalori di Lodi, sulla A1 all’altezza dello snodo Livraga-Brembio, gli inquirenti si affrettarono a controllare le abitazioni di alcuni volti noti del crimine locale per capire quale attinenza vi fosse con l’agguato svolto in Lombardia. Le persone raggiunte dalla polizia, però, erano tutte in casa, anche se per gli inquirenti la pista pugliese non è mai tramontata. Anzi. In quella circostanza il questore di Foggia, Pier Nicola Silvis, twittò: Rapina Lodi oggi su tutte le news. Rapina Np Service Foggia 25 giugno ben più grave e con conflitto a fuoco zero notizie. Riflettiamo.

Np Service. Ci sarebbe lo zampino dei cerignolani anche nell’agguato del giugno scorso alla sede Np Service di Foggia, quando la città  fu bloccata con l’uso di tir incendiati e con un escavatore i banditi cercarono di mettere a segno il colpo della vita. Alcune delle auto utilizzate per raggiungere Villaggio Artigiani furono ritrovate nell’agro foggiano in direzione Cerignola.

Aspettando il prossimo colpo: come si organizza. Il gruppo cerignolano- si apprende da fonti investigative- si comporta come una vera e propria azienda. Profili specializzati, investimenti per l’acquisto di camion rubati da bruciare o pagamenti per persone addette al furto di tir (costo 1500-2000 euro). Gli ultimi tentativi falliti, secondo ambienti della polizia, fanno presagire il peggio: perchè la banda ha bisogno di liquidità  e potrebbe tornare a colpire. Non a caso l’agguato si è registrato a Cerignola, praticamente in casa, per abbattere i costi relativi alla trasferta. La possibilità  che l’autostrada sia ancora presa di mira dalla batteria dei portavalori nel breve termine non è assolutamente remota. Anche perchè l’organizzazione è capillare e soprattutto “ riferiscono fonti bene informate- può contare su acclarati e strutturati rapporti con altre bande della regione. La criminalità  di Foggia fa rete con i colleghi del resto della Puglia (Andria, Bari, solo per citare qualche esempio), come emerso in maniera limpida dalle ultime inchieste, reclutando le eccellenze del territorio per mettere a segno i colpi milionari.
Michele Cirulli
 

 

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