Il Murale si trasferisce…da un dimenticatoio all’altro

Ci ha pensato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ieri, a ricordare la figura di Baldina Di Vittorio, in un incontro presso il teatro Saverio Mercadante di Cerignola. Ma del padre, Giuseppe Di Vittorio, ci si è scordati, almeno in campo artistico.

 
Proprio ieri il costruttore cerignolano Donato Calice tuonava chiedendo spiegazioni su quel finanziamento di 75 mila euro stanziato per restaurare la grande opera di Rocco Falciano ed Ettore de Conciliis, Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno. Nonostante le mobilitazioni pubbliche (il comitato Salviamo il Murale di Gianni Rinaldi) sembra essere sparito tutto nel nulla, come inghiottito da uno strano silenzio delle istituzioni che, incassato l’okay da parte della Regione Puglia, hanno lasciato decantare le attenzioni sul Murale.

Che, sempre nel silenzio generale, ha trovato una nuova collocazione: dai magazzini situati in zona Sant’Antonio, infatti, i pezzi del Murale sono stati trasferiti negli scantinati di Palazzo di Città . Per fare questo, chiaramente, non sono state utilizzate alcune misure di garanzia: i frammenti dell’opera d’arte “ come informano alcuni testimoni- sono stati letteralmente ammassati su un camion che è arrivato fino ai sotterranei di Piazza della Repubblica, sede del Comune.

Non solo. Perchè nel ping pong di responsabilità  tra amministrazione e regione (gli uomini di Giannatempo sostengono che i fondi non sono stati ancora liberati da Bari), non c’è alcun progetto credibile che miri al restauro dell’opera d’arte e quello finanziato presenta molte falle, tanto che servirebbe un forte intervento del privato che faccia da sponsor.

All’appello ha risposto presente il costruttore Donato Calice di Cadinvest: In questi giorni “ osserva- si parla spesso di Giuseppe Di Vittorio. Non capisco che fine abbia fatto il finanziamento per il rifacimento del Murale e vorrei che le forze politiche rispondano. Annuncio fin da subito che dò la mia disponibilità , anche finanziaria, a completare il monumento e a partecipare ad ogni iniziativa per il ripristino dell’opera. Vorrei che vi sia un referendum cittadino per decidere dove posizionare il Murale.

Già  nel primo trasferimento dell’opera, però, qualcosa del Murale è andata persa. Ignoti, negli anni addietro, hanno addirittura rubato la struttura in acciaio che serviva a tenere in piedi il murale di Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno. La preoccupazione, secondo più di un attivista che ha sostenuto la causa del recupero dell’opera, è che anche nel secondo trasloco qualcosa possa essere andata persa.
 
 

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