Quando il PD se ne frega della legalità . Calvio: “”Su di me veti della Gentile””

Ad attendere Michele Emiliano, ad Orta Nova, c’è un palco allestito a cantiere: una scala, elmetti, una rete di protezione.

 
L’aspirante governatore, o lo spermatozoo di presidente, come egli stesso di definisce, arriva in Piazza Nenni alle 19:30, proprio sullo stesso palco dal quale nel 2013 l’ex primo cittadino Iaia Calvio, in quota PD, ha silurato il sistema politico ortese costruito su presunti rapporti clientelari, fondati sul ricatto e sulla continuità .
Una performance che la fece schizzare sui grandi network nazionali come la sindaco coraggio. Il Partito Democratico di Capitanata, però, di quel sindaco coraggio non sa precisamente cosa farne, perchè Iaia non solo non compare negli elenchi dei possibili consiglieri candidati alla Regione Puglia, ma l’ex magistrato ha scelto come capolista un’altra donna, Patrizia Lusi.
Ho chiesto a Iaia di candidarsi, ma ha preferito non farlo, dice a l’Attacco Michele Emiliano. Una  candidatura che sarebbe stata di servizio, non strutturata, offuscata anche dalla partecipazione alla competizione elettorale del segretario provinciale Raffaele Piemontese, sul quale convergerà  gran parte del Pd.  L’intervento dell’ex sindaco di Bari è incentrato sulla sua storia, sulla legalità , sulla attività  da Pubblico Ministero: dalla maxi tangente Enimont alla faida tra i clan baresi, dal cono d’ombra del capoluogo alla mafia che è ovunque, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Un invito a nozze, il piatto della legalità , per chi ha girato le Procure più bollenti di Italia.
Eppure Iaia Calvio, che della legalità  ha fatto il suo marchio di fabbrica, è stata parcheggiata per questo giro. Ed in malo modo: Emiliano mi aveva chiesto di candidarmi, ma ho detto di no e ha aggiunto che, in effetti, sarebbe stato un sacrificio inutile visto che non ci sono le condizioni di agibilità  politica, perchè ci sono stati e ci sono dei veti incrociati sulla mia candidatura.
Il riferimento è ad Elena Gentile, che nei giorni scorsi ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo contro la piddina ortese in riferimento alla bocciatura della legge sulla parità  di genere: Il candidato presidente non ha colpe. La Gentile con me non parla da mesi e non riesco a capire le ragioni per le quali invece di occuparsi d’Europa di concentri sulla mia storia, che non intralcia la sua. Se poi la contrarietà  è dipesa dal fatto che sono refrattaria agli ordini di scuderia, allora è diverso. è falsa la sua dichiarazione in base alla quale sarei contraria alla promozione della legge sulle preferenze di genere 50 e 50. Queste polemiche sciocche- dichiara Calvio- non fanno bene al partito e all’unitࠝ.
Ne 7 anni di partito ho conosciuto belle persone, ma ci sono pezzi di questo partito che non sono particolarmente fantastici, rimarca Iaia. La memoria corre alle ultime amministrative del 2014, quando Calvio sfidava Dino Tarantino nella corsa a Palazzo di città : le ricostruzioni giornalistiche di quei tempi parlano di un accanimento della Gentile verso la collega del suo stesso partito. Una guerra, dunque, che non si risolve oggi con le esternazioni sulla polemica di genere, ma che nasce da lontano: Non posso dire con scientifica certezza che Elena Gentile abbia contribuito a farmi perdere, ma credo che non fosse tra i suoi desideri più grandi che io potessi vincere le elezioni. Non ha mancato in alcune occasioni pubbliche di esprimere contrarietà  rispetto alla mia storia politica, incalza la vicesegretaria provinciale.
Il boom del comizio che l’ha consacrata sindaco coraggio sembra essere assai lontano. Oggi l’attività  politica di Iaia Calvio “ su scala provinciale- sembra essere ridotta notevolmente. Emiliano l’ha scelta come commissario a Gioia del Colle, dove la il primo cittadino Povia è finito in manette a causa dello scandalo tangenti. Una bandiera da sventolare alla bisogna, quella del sindaco coraggio, ma che trova veti e contrarietࠝ, o diventa motivo di inagibilità  politica quando si stabiliscono le candidature nel PD: Non mi sento emarginata da questo partito, deliberatamente resto fuori da tutto quello fuori che non è politica secondo il mio modo di vedere. Non so descrivere il mio stato d’animo. Non mi aspetto che arrivi qualcuno a stendere una guida rossa su cui camminare. Quando capiterà  che il partito avrà  bisogno della mia storia e della mia serietà , io sono sempre qui, impegnata a lavorare sul mio territorio, conclude Calvio.
Michele Cirulli
 
 

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