Dopo Cerignola, anche Ordona protesta per lo sversamento illecito dei rifiuti

“”Noi, nessuno escluso, dobbiamo fare mea culpa per quanto è accaduto: chi non ha vigilato, chi ha fatto finta di niente, chi non si è interessato. Si rischiava di fare la fine della gente della Terra dei Fuochi, dove continuano a sversare e bruciare qualsiasi tipo di materiale. Qui c’è in gioco la nostra salute e quella delle generazioni prossime””.

 

 

E’ iniziata con queste parole, domenica sera, la protesta pacifica del Movimento Cittadini di Ordona che nell’aula consiliare del Municipio ha raccolto la comunità  per tenere viva l’attenzione su Black Land mentre si aspettano gli esiti dei carotaggi che, dopo oltre 30 giorni, rimangono ancora ignoti. Nonostante il maltempo la gente si è riversata nella cittadina dei Reali Siti per continuare ad esprimere contrarietà  rispetto al violento stupro della terra e ribadire alla ASL “”di pubblicare un registro tumori e fare prevenzione con presidi medici fissi, perchè gli effetti dell’aria che abbiamo ingerito e inalato si vedono negli anni e non subito””, ha spiegato Annalisa Di Corato, una delle promotrici della manifestazione.  “”Vogliamo godere della nostra terra senza lo spettro delle malattie. Chiediamo che venga subito bonificata l’area interessata, la puzza non c’è più ma i rifiuti sono ancora là , a poche centinaia di metri da noi””, sostengono dal comitato.

All’indomani dell’operazione Black Land, che ha evidenziato il rapporto criminale tra Campania e Puglia nel campo dei rifiuti, il Movimento Cittadini di Ordona, aiutato dall’endocrinologo Marino Marinelli, ha deciso di anticipare i tempi dando avvio ad una campagna di controllo delle patologie legate alla tiroide e ai fattori ambientali inquinanti: “”Lo screening, iniziato il 18.04.04, è stato effettuato, al momento, su 206 cittadini residenti ad Ordona e continuerà  fino a coprire circa 1/3 della popolazione. I risultati preliminari, tengo a precisare non statisticamente significativi data l’esiguità  del campione, documentano uno screening “”negativo”” per tireopatie, nodulari e autoimmuni, nel 37% dei casi, mentre risulta “”positivo”” nel 33%. Nel restante 30% la tireopatia, ecograficamente rilevata, dovrà  essere confermata da ulteriori esami””, dice Marinelli. “”Quindi- prosegue- se si vanno a sommare le due percentuali, si arriva ad una “”prevalenza”” di tireopatie del 63%, nel caso venissero confermati i casi sospetti. Percentuale abbastanza alta se si tiene  conto che l’età  media dei partecipanti allo screening è di 31 anni e dello studio di Pescopagano in cui il totale delle tireopatie ammonta a circa il 40%””. I controlli di Marinelli analizzano la ghiandola Tiroidea, che può essere considerata, per la sua peculiare attività  metabolica e per la sua ricca vascolarizzazione, come la “”cartina al tornasole dell’inquinamento ambientale””.

Non c’è però solamente la salute da dover salvaguardare, perchè Ordona, prima di tutto, è una comunità  a forte vocazione agricola e le voci incontrollate su una ipotetica e nuova Terra dei Fuochi spaventano i lavoratori del territorio: “”I giornali impropriamente usano queste locuzioni, ricordiamo che non abbiamo ancora i carotaggi””, dicono dal Movimento Cittadini. A dar loro ampia eco, tra il pubblico, c’è anche il patron Michele Cericola, dell’omonima azienda agricola che si trova proprio nelle vicinanze della cava di Gerio Ciaffa, dove si suppone vi siano state sepolte oltre 500 mila tonnellate di rifiuti di ogni tipo: “”Noi facciamo delle analisi quotidiane sui nostri prodotti e non abbiamo alcun problema di inquinamento. Si sta facendo allarmismo, dobbiamo aspettare prima le analisi per poter esprimerci, ma speriamo non ci sia nulla di grave. Qualche giorno fa era spuntata una notizia sulla possibilità  che le acque fossero contaminate e per questo l’Acquedotto aveva chiuso i rubinetti nei Reali Siti: erano notizie non documentate, eppure hanno creato scompiglio. Anche i giornalisti devono seguire un criterio di responsabilità “”, motiva l’imprenditore ordonese a L’Attacco. Tra spettri e allarmismi, tra legittime preoccupazioni e inadempienze delle istituzioni, il caso di Ordona, come quello di Cerignola, diventa un simbolo del caos delle comunità  raggiunte dall’ondata criminale che violenta la terra.

Sabato scorso, ad Orta Nova, don Giacomo Cirulli ha lanciato il grido d’allarme sui continui e ripetuti abusi- non solo Black Land- sul territorio, tanto da indurre anche le associazioni di categorie- Coldiretti in primis- a mantenere alta la guardia su un problema che la Capitanata conosce da tempo e, drammaticamente, ha rispolverato a partire dall’11 aprile con l’operazione che ha svelato il traffico illecito di rifiuti tra Campania e Puglia. “”Siamo soddisfatti dell’esito della manifestazione, siamo stati appoggiati anche dai gruppi di Melfi e di Cerignola e questa dev’essere la strada da perseguire per mantenere viva l’attenzione su un problema grave””, sostiene Di Corato.

Michele Cirulli


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