Il problema non è Black Land, ma la Regione:cosa vogliono i sindaci

“”L’iter burocratico è terminato e adesso per chiudere il ciclo di rifiuti vogliamo che la Regione finanzi il nostro progetto che prevede un impianto di compostaggio e l’ampliamento della discarica Forcone Cafiero con la costruzione del sesto lotto per un investimento di 17 milioni di euro””. Giovedì sera, in una conferenza stampa allargata alla cittadinanza, Antonio Giannatempo, insieme ai sindaci dell’ex ATO Fg4 (Stornara, Stornarella, Ordona, Carapelle, Orta Nova, Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia): l’obiettivo è “”non finire in pasto ai privati per il completamento del ciclo rifiuti”” anche alla luce delle inchieste giudiziarie recenti “”“ dice Giannatempo- “”che hanno svelato prassi illecite per lo smaltimento dei rifiuti””.

 

 

Dopo tre anni di tira e molla in via Capruzzi, la discarica Forcone Cafiero, a 10 chilometri di distanza dal centro ofantino, ha ottenuto le autorizzazioni AIA e VIA per intraprendere il business vero che si concretizza nell’impianto di compostaggio che trasforma la frazione umida in ammendante: il problema vero è che mancano i soldi e, soprattutto per il compost potrebbe essere più complicato che la Regione autorizzi l’impianto inseguito da Giannatempo & Co.

Una eventualità  che l’Osservatorio Rifiuti Zero rigetta in toto per due ragioni: perchè le tempistiche non sono coerenti con i percorsi già  avviati e perchè la voce grossa dell’ex ato FG 4, oggi, sarebbe completamente fuori luogo. “”Si è notata l’assenza del presidente della SIA Vasciaveo. Mancavano soprattutto tutti i principali interlocutori annunciati: l’assessore regionale all’ambiente e i sindaci dei Comuni di Manfredonia, Deliceto e Foggia, ossia il direttivo dell’OGA per intero (Organo di Governo dell’ATO provinciale, incarico direzionale che era stato offerto originariamente al sindaco di Cerignola che vi ha rinunciato lasciando spazio a Deliceto e perdendo l’onore e l’onere di avervi voce in capitolo). Quella voce che ora il sindaco di Cerignola, come presidente del Consorzio reclama davanti ai giornalisti, ma che di fatto ha perso consapevolmente””; non solo, perchè secondo il parere degli ambientalisti, la costruzione dell’impianto di compostaggio, cosa “”buona e giusta purchè gestito correttamente””, è un treno ormai quasi perso perchè “”bisognava dirlo in sede, innanzitutto, di definzione del nuovo piano regionale dei rifiuti urbani, uscito pochi mesi fa, e – secondariamente – anche in ambito di definzione del piano provinciale dell’OGA: come ha fatto esattamente il Comune di San Severo, facendo inserire un impianto di compostaggio nella proposta spinta dal sindaco di Foggia Gianni Mongelli e accolta dalla Regione Puglia con sei milioni di finanziamento al 100%””.

Il quinto lotto della discarica Forcone Cafiero, che accoglie le emergenze di 31 comuni della Capitanata, chiaramente non avrà  volumi disponibili per sempre e, di pari passo, il business potrebbe scemare se sarà  basato esclusivamente sulla raccolta della monnezza extrabacino. In più occasioni, infatti, Francesco Vasciaveo, l’amministratore unico di SIA che gestisce la discarica, non ha mai fatto mistero del fatto che il collasso del carrozzone discarica è scongiurato proprio perchè chi conferisce in discarica paga un servizio che permette di mantenere in piedi il sistema rifiuti dell’Ato FG4, atteso che sono proprio i comuni che vi fanno parte ad essere i primi debitori più incalliti.

Quindi, oltre ad accogliere nuova monnezza (trattata, come da legge) attraverso l’ampliamento degli spazi, l’obiettivo è scippare quei sei milioni di euro che la regione destinerebbe a San Severo.  “”La Regione Puglia ci ha messo a disposizione 4 milioni di euro per le opere che intendiamo eseguire al fine di ammodernare e potenziare la struttura ed il servizio fornitoci da Sia. E’ una cifra assolutamente insufficiente; non comprendiamo poi perchè, attingendo a fondi Cipe e dell’Unione Europea, siano stati stanziati dalla Regione consistenti finanziamenti a favore di altri Ambiti di raccolta ottimale che non sono dotati di impianti ben organizzati come il nostro, che, dopo un lungo iter, ha ottenuto da Bari tutte le certificazioni di qualità  e le autorizzazioni necessarie allo svolgimento delle diverse fasi di lavorazione””, dice Antonio Giannatempo. Per i sindaci dell’ex ATO FG4 è solo la discarica di Cerignola ad essere cantierizzabile, perchè “”I fondi destinati ad altri Ambiti rischiano di non essere utilizzati””.

Per il vicepresidente Michele Lamacchia, sindaco di San Ferdinando di Puglia, è una questione di solidarietà : “”Per anni la nostra è stata l’unica struttura pubblica che ha aiutato  i Comuni in difficoltà , evitando loro di vivere situazioni di emergenza. Foggia, i comuni del Gargano e diversi del Salento ci hanno chiesto in più occasioni di conferire i loro rifiuti a Forcone Cafiero, e noi glielo abbiamo consentito, mostrando una solidarietà  istituzionale da altri negata. Non abbiamo mai detto no alle richieste avanzate in tal senso dallo stesso presidente regionale Vendola; siamo stati un argine efficace ed efficiente,  ma va detto anche che molti di questi Comuni da noi sostenuti non hanno ancora pagato il dovuto al Consorzio””. Le previsioni sui risparmi provenienti dall’ampliamento e costruzione di impianto compostaggio sarebbero rosee:  ad oggi si spendono 100 euro a tonnellata per smaltire l’ umido, mentre in futuro, con l’eventuale sblocco del progetto, “”potremo arrivare a 60 euro e a trarre i maggiori vantaggi sarebbero i cittadini, perchè pagherebbero una tariffa minore””.

Michele Cirulli


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