I rifiuti campani sepolti nelle nostre campagne

Chi legge Marchiodoc.it aveva già  potuto apprendere, in tempi non sospetti, degli scarichi illegali di rifiuti campani nelle campagne del foggiano. In totale solitudine e nel silenzio generale avevamo approfondito, per un mese e mezzo, sulle nostre colonne virtuali e quelle cartacee de L’Attacco, le dinamiche relative ai doppi sversamenti del 3 e del 10 luglio scorso avvenuti in zona Diga Capacciotti, raccogliendo testimonianze, prove e ricostruzioni che, ieri, con l’operazione Black Land (iniziata nel marzo 2013) sono state confermate punto per punto.
In manette sono finite 13 persone, mentre una risulta ancora ricercata. Si tratta di Gerio Ciaffa, Erminio Arminio, Pasquale Di Ieso, Giuseppe Zenga, Gianluca Cantarelli, Giuseppe Francesco Caruso, Donato Petronzi, Giuseppe Gammarota, Francesco Di Leno, Donato Del Grosso, Claudio Durante, Francesco Pelullo e Giuseppe De Nittis. Tra di loro figura un nominativo che era stato consegnato da Carmine Schiavone, collaboratore di giustizia ed ex boss dei casalesi, alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie nel 97 all’interno di una “”lista nera”” in cui erano selezionati tutti i potenziali  ecoinquinatori. Ciaffa, ordonese, era stato indagato nell’inchiesta “”Veleno”” del 2007, che smantellò la criminalità  organizzata dei Reali Siti ed il potente clan Gaeta. Uno dei coinvolti, Del Grosso, è deceduto a gennaio scorso, quando è stato raggiunto da due sicari che l’hanno sparato e bruciato (pare fosse ancora vivo) nella sua automobile.

Attraverso un sistema di false documentazioni, i tir che viaggiavano di notte potevano contare sulla sicurezza di non essere beccati dalle forze dell’ordine: infatti, il contenuto dei camion risultava essere ufficialmente fertilizzante e non rifiuto speciale. Poi, dopo, la frazione secca e quella umida seguivano due percorsi diversi, venendo scaricati ad Ordona, per un valore complessivo pari a 5 campi di calcio, e nell’hinterland foggiano. Apricena, ad esempio, o Cerignola, nei pressi della Diga di Capacciotti.

Il valore del sequestro- tra tir. Capannoni, imprese, macchinari- ammonta ad oltre 25 milioni di euro; il volume di affari, per le 12 mila tonnellate sversate in Capitanata, sarebbe di oltre 10 milioni di euro. Ciascuna delle 4 aziende coinvolte che traeva vantaggio dal sistema illecito di smaltimento, secondo gli inquirenti, è riuscita a guadagnare almeno 2.5 milioni di euro. L’operazione Black Land, condotta dal NOE di Bari-Direzione investigativa antimafia e dal comando provinciale dei Carabinieri, è una pietra miliare in fatto di reati ambientali perchè certifica senza se e senza ma un legame molto stretto tra Campania e Puglia.

Un sodalizio che nel “”˜97 era stato già  ventilato dal boss pentito Schiavone. Poi sono arrivati gli sversamenti illeciti. “”La Puglia e la provincia di Foggia non sono la Terra dei Fuochi””, precisa il procuratore distrettuale antimafia Pasquale Drago: “”E’ un territorio che stiamo attenzionando e monitorando, come promisi due anni fa; al momento, però, non abbiamo notizie di rifiuti radioattivi””.

L’epicentro del terremoto ecologico è Ordona, ai cui cittadini il colonnello del Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia, Antonio Basilicata, rivolge il primo pensiero: nei giorni scorsi i residenti della piccola cittadina, organizzatisi in un movimento, avevano protestato, recandosi dal Prefetto Latella, per l’insistenza di certi cattivi odori nelle ore notturne. La cittadina, di quasi 2600 anime, ha festeggiato così sulla pagina facebook: “”Stamane (ieri, ndr) abbiamo ricevuto una comunicazione dal Comando Carabinieri di Foggia in cui ci hanno detto che : Stanotte ci sono stati degli arresti e sequestri nell’agro di Ordona.
Le indagini erano in corso da circa un anno e quindi il nostro Movimento è sorto alla fine delle indagini, quando ormai il cerchio era quasi chiuso. I Carabinieri sono vicini alla popolazione e sono disponibili per qualsiasi delucidazione””.

Michele Cirulli


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