giovedì, Ottobre 15, 2026
Politica

Bonito non si dimette: “Vi spiego la mia posizione, quella di Ditommaso e l’intervista a Rete 4”

La seduta del Consiglio comunale convocata per questa mattina non si è tenuta a causa del mancato raggiungimento del numero legale, determinato da “assenze riconducibili esclusivamente a motivazioni personali di alcuni consiglieri di maggioranza”. Una circostanza che – riferiscono dal Comune – non intacca la compattezza che è stata ribadita anche in relazione alle vicende degli ultimi giorni e alle dichiarazioni rese dalla Presidente del Consiglio comunale, Sabina Ditommaso, a seguito dell’intervista del primo cittadino alla trasmissione televisiva Fuori dal Coro, in onda su Rete 4.

Solo ieri sera, il sindaco ha minacciato le dimissioni nel caso in cui i consiglieri comunali non avessero firmato un documento di condanna nei confronti della presidente e di sostegno nei confronti del primo cittadino, tra l’altro avallando i contenuti di un’intervista disastrosa che oggi Bonito torna a spiegare.

“Ritengo necessario chiarire alcuni aspetti, soprattutto alla luce di una ricostruzione che rischia di alimentare un conflitto istituzionale del tutto evitabile. La posizione espressa dalla Presidente Ditommaso – dice il sindaco Francesco Bonito – non rappresenta quella della maggioranza consiliare, che ha già avuto modo di ribadire la propria compattezza e la piena condivisione della linea politica dell’Amministrazione. È una distinzione sostanziale, che non può essere ignorata, soprattutto quando si ricopre un ruolo istituzionale che impone equilibrio e rispetto delle prerogative di tutti”.

“Anche la convocazione della seduta odierna è stata una determinazione autonoma della Presidenza, assunta pur nella consapevolezza degli impedimenti personali di alcuni consiglieri. Non può dunque essere attribuito al mancato raggiungimento del numero legale un significato politico che non esiste”, dichiara Bonito.

Il primo cittadino torna quindi sui contenuti dell’intervista televisiva, chiarendo ulteriormente la propria posizione in merito all’ordinanza contingibile e urgente relativa all’accampamento abusivo di via Candela.

“Ho spiegato, in più occasioni e con assoluta chiarezza, che l’ordinanza è stata adottata innanzitutto con l’obiettivo di favorire un adempimento spontaneo da parte dei destinatari. È questa la finalità che abbiamo perseguito sin dall’inizio, nella consapevolezza della
complessità di una vicenda che coinvolge persone, lavoratori stagionali e condizioni di profonda fragilità sociale. Ho altresì chiarito che non è mia intenzione promuovere uno sgombero coatto, con il rischio di provocare disordini o alimentare contrapposizioni, anche violente, tra lavoratori e Forze dell’Ordine. È una posizione coerente con i principi e i valori di un’Amministrazione di centrosinistra, che non rinuncia al rispetto della legalità ma considera imprescindibile la tutela della dignità umana. Non comprendo, dunque, come parole così esplicite possano essere oggetto di interpretazioni differenti o, peggio, utilizzate per alimentare polemiche politiche e istituzionali”.

Il sindaco chiarisce, infine, il passaggio relativo al proprio successore, anch’esso oggetto delle osservazioni della Presidente del Consiglio comunale. “Quando ho affermato che questa sfida riguarderà anche il mio successore, ho semplicemente richiamato una circostanza già ampiamente nota: non sono disponibile a ricandidarmi per un secondo mandato. È dunque evidente che una questione di tale complessità, che richiede soluzioni strutturali e interventi di lungo periodo, interesserà anche chi sarà chiamato ad amministrare questa città dopo di me.
Non si tratta di sottrarsi alle proprie responsabilità, ma di riconoscere che alcune sfide amministrative non possono esaurirsi in un orizzonte temporale minimo”.

“Dispiace constatare come dichiarazioni che ritengo inequivocabili siano state oggetto di una lettura strumentale da parte della Presidente Ditommaso. Il dissenso è legittimo, ma non può tradursi nell’attribuzione alla maggioranza di posizioni che la maggioranza stessa non ha mai espresso. La Presidente, quindi, è unica e sola (o no?). Il rispetto delle istituzioni passa anche dalla capacità di distinguere le proprie valutazioni personali dalle posizioni degli organi che si è chiamati a rappresentare. Non intendo alimentare ulteriori contrapposizioni, ma ritengo doveroso ristabilire la corretta rappresentazione dei fatti. La città ha bisogno di un’Amministrazione concentrata sulle questioni che riguardano la comunità, non di conflitti istituzionali costruiti attorno a interpretazioni che non restituiscono il senso delle parole pronunciate”, conclude il sindaco Bonito.

Un pensiero su “Bonito non si dimette: “Vi spiego la mia posizione, quella di Ditommaso e l’intervista a Rete 4””

  • “Ho spiegato, in più occasioni e con assoluta chiarezza, che l’ordinanza è stata adottata innanzitutto con l’obiettivo di favorire un adempimento spontaneo da parte dei destinatari. È questa la finalità che abbiamo perseguito sin dall’inizio”

    Ma come si può pensare di favorire un adempimento spontaneo se non é stato neanche notificato l’atto di sgombero??
    Piuttosto è veritiera la seconda affermazione fatta quando pensava che le telecamere fossero spente, e cioè che si attendeva che il fenomeno rientrasse da solo con il termine della raccolta nei campi, e anche che il problema che si ripresenta annualmente sarebbe stato del suo successore.

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