giovedì, Ottobre 15, 2026
Cronaca

Tendopoli, ordinanza di sgombero carta straccia: non è stata nemmeno notificata

Era il 23 settembre quando il sindaco di Cerignola, Francesco Bonito, firmava l’ordinanza di sgombero della tendopoli di via Candela e ovviamente da allora nulla è stato fatto, perché anche sulle condizioni di vita estreme e indegne di lavoratori sfruttati, la sinistra locale ha diramato, ancora una volta, note con slogan vuoti.

Tre mesi di lassismo

Nell’atto di sgombero figura qualche chicca. Ossia che il Comune ha preso coscienza dell’esistenza di un accampamento abusivo solamente il 15 settembre, e solo in seguito alle segnalazioni dei cittadini.

L’accampamento invece esiste da luglio, con tensioni quotidiane con i residenti, con diverse denunce da parte del vicino supermercato a causa di tentati furti e con segnalazioni diffuse. Eppure il Comune, nero su bianco, riferisce di averlo scoperto soltanto a metà settembre.

Lo sgombero a parole

Il 23 settembre, il primo cittadino intima “lo sgombero immediato dell’area sita in Via Candela – SP 95, area confinante con il piazzale di parcheggio del supermercato MD di Cerignola e, comunque, l’allontanamento di tutti gli occupanti e di ogni loro bene e materiale ivi presenti, entro il termine perentorio di ore 48 dalla notifica della presente ordinanza”.

La mancata notifica

Ebbene, quella ordinanza non è mai stata notificata, quindi tecnicamente non è possibile sgomberare alcunché.

Così come, senza notifica, che sarebbe la cosa più semplice rispetto alle operazioni programmate, è impossibile effettuare l’auspicato “ripristino dello stato dei luoghi nelle condizioni antecedenti l’insediamento abusivo, a carico degli occupanti non autorizzati, con la rimozione e lo smaltimento a norma di legge di tutto il materiale ivi giacente, ivi compresi le tende, i rifiuti e ogni altra cosa abbandonata”.

L’atto vuoto

Addirittura, il sindaco dava il tempo limite di 48 ore, pena “la rimozione coattiva di tutti i beni e materiali presenti sull’area, con l’impiego della forza pubblica, ed a mezzo di ditta specializzata incaricata dal Comune per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. In tal caso, tutto il materiale rimosso sarà trasportato in discarica autorizzata, senza alcun riconoscimento di valore agli occupanti”.

(Ir)responsabili

Semplicemente, il Comune non ha fatto niente e l’ordinanza del sindaco Bonito è carta straccia. Nel 2021, Cerignola ha perfino istituito un assessorato al caporalato, retto da Teresa Cicolella, e tramite i servizi sociali retti da Maria Dibisceglia, dopo un ping pong estenuante con Roma, ha perso un finanziamento PNRR da 8,7 milioni di euro proprio per il superamento degli insediamenti informali dei lavoratori stagionali.

L’attesa della naturale fine “emergenza”

Tra 10 giorni, quell’ accampamento, come ogni anno al termine della campagna dell’uva e del pomodoro, si svuoterà in autonomia. Semplicemente, i migranti cambieranno città e saranno sfruttati altrove, ma in condizioni meno estreme, come i diretti interessati hanno raccontato a Marchiodoc.it.

Michele Cirulli 

 

 

 

 

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