Il vescovo Ciollaro: “Non ci si rassegni alla criminalità spavalda nè al malaffare sottobanco”

Non si deve essere sopraffatti dalla criminalità, ma al contempo bisogna essere garantisti senza lasciar passare il malaffare sottobanco. Questo è il senso delle parole del vescovo, mons. Fabio Ciollaro, ieri sera in Piazza Matteotti, in occasione dell’incontro con il Procuratore Capo della Repubblica di Bari Roberto Rossi.
Già durante il messaggio pasquale, il vescovo sottolineò che “in Capitanata non possiamo abituarci a ciò che vediamo all’esterno e a quello che si muove sotto-traccia. Parlo come pastore di questo popolo e non voglio assuefarmi a certe notizie. Leggo i nomi e la provenienza degli arrestati per l’assalto sventato di recente a un portavalori vicino Modena”.
“Non dobbiamo rassegnarci mai alla criminalità spavalda nè al malaffare sottobanco. Certo non possiamo cadere nel giustizialismo, non dobbiamo anticipare con leggerezza le sentenze dei giudici. Le garanzie costituzionali valgono per tutti, fino a prova contraria. No al giustizialismo, dunque, ma al tempo stesso no all’indifferenza, o alla rassegnazione”, ha aggiunto monsignor Ciollaro.
“Non possiamo e non dobbiamo perdere la speranza. Cerignola, la terra di Capitanata, non sono un zona franca per quelli che la Bibbia chiama operatori di iniquinità. Il male più sfrontato non deve cantare vittoria”, ha concluso il vescovo della diocesi Cerignola – Ascoli Satriano.

E di tutto questo Skiudd e Decosmo che dicono?