Foggia reagisce con il procuratore nazionale antimafia Roberti

Legalità , sicurezza e lotta alla criminalità  organizzata sono stati i temi trattati oggi, presso il Teatro Giordano, nell’incontro con il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti. L’iniziativa organizzata da Curia, Camera di Commercio e Fondazione Buon Samaritano, patrocinata dal Comune di Foggia e dalla Regione Puglia, ha voluto testimoniare la volontà  della comunità  locale di reagire contro ogni forma di illegalità .

 
Molto forti i temi trattati dal procuratore che nel suo intervento ha voluto ricordare il traffico criminale innescato dagli interessi dei petrolieri. Franco Roberti, infatti, si è occupato dell’operazione giudiziaria, iniziata circa un anno e mezzo prima, che ha convolto il compagno della Ministra Guidi, recentemente dimessa.

Triste, molto triste constatare che per risparmiare, fior fior di quattrini ci si riduca ad avvelenare il territorio. Diffuso mal costume di cui si serve la criminalità  organizzata, un humus per le infiltrazione criminale. Dove c’è corruzione sistemica arriva la mafia. Queste le parole del procuratore, all’alba del Referendum sulle trivellazioni.

Senza la società  civile non si può sconfiggere la mafia e la criminalità  cresce laddove c’è complicità . La mafia foggiana è tra più aggressive e pervasive. Ed è con questa consapevolezza che la contrastiamo, ha sottolineato il numero uno dell’Antimafia, La presenza della criminalità  non consente agli imprenditori di essere liberi, afferma Pippo Cavaliere, presidente della Buon Samaritano; Per questo occorre uscire dalla zona grigia e non aver paura della delinquenza, sottolinea il presidente di Camera di Commercio Fabio Porreca. In conclusione: Solo insieme possiamo sconfiggere la criminalità  e sognare per il bene di questa cittࠝ, dice l’arcivescovo di Foggia, Mons. Pelvi. In prima linea anche la foggiana Daniela Marcone, dirigente nazionale di “”Libera”” (figlia di Francesco Marcone, dirigente ufficio del registro, ucciso dalla mafia) e Tano Grasso dell’associazione nazionale Antiracket che, smorzando gli entusiasmi, afferma: Un pezzo di Foggia reagisce ma fuori da questo teatro c’è una situazione paludosa per cui bisogna far vergognare commercianti e imprenditori che pagano il pizzo, schernirli. Il sostegno si, ma deve essere percepita la sensazione di vergogna.

 

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