Miglio: Ospedale salvo, Emiliano: Mai parlato di Cerignola

è ormai delirio generale e assume tratti grotteschi la gestione del piano di riordino ospedaliero in Puglia. Ieri sera il presidente della Provincia di Foggia e sindaco di San Severo, Francesco Miglio, a Teleradioerre ha spiegato l’esito dell’incontro avuto con il governatore Michele Emiliano.

 

Il Presidente ci ha dato rassicurazioni sul sostanziale mantenimento della situazione attuale, quindi non c’è di fatto nessun declassamento degli ospedali che continueranno a garantire all’utenza gli stessi servizi che hanno garantito fino ad oggi. Non ci sarà  nessuna riduzione dell’offerta sanitaria nei tre nosocomi. Si lamentava la riduzione di reparti e di servizi: di questo assolutamente non c’è traccia, ha detto Miglio.

A distanza di qualche ora Michele Emiliano su twitter smentisce: Mai parlato con Tutolo e Miglio dell’ospedale di Cerignola. Nel frattempo Fabrizio Tatarella cinguettava di una chiacchierata col presidente riguardante il destino del nosocomio ofantino: “”A Michele Emiliano, questa sera ospite della Fondazione Tatarella, ho parlato della grave scelta di declassare l’Ospedale Tatarella di Cerignola e della protesta civile dei cerignolani””. Circostanza totalmente inventata, tanto che Emiliano replica: Ma che hai bevuto? Che liquore? Io e te non abbiamo parlato. Questo è quanto e nulla ho detto a Miglio e Tutolo su ospedale di Cerignola.

Dopo la visita dei sindaci di Lucera e San Severo si attende ancora l’arrivo a Bari del primo cittadino di Cerignola, che ieri ha fatto sapere di aver deciso di richiedere un incontro al Presidente. In ogni caso i sindaci saranno chiamati in udienza in ulteriori due incontri con i vertici regionali: il 24  febbraio insieme ai sindacati e il 27 febbraio, in concomitanza con la presentazione ufficiale della legge di riordino, insieme a tutti i colleghi pugliesi.

Secondo il racconto di Miglio San Severo potrebbe mantenere gli standard di primo livello. Mistero su Cerignola. In bilico la situazione del Lastaria di Lucera, che la Regione Puglia vorrebbe accorpato a San Severo mentre i sindaci del bacino (i Monti Dauni) fanno muro reclamando il referendum popolare: Siamo una zona svantaggiata, e pertanto se c’è la volontà  si possono attuare gli strumenti normativi per evitare questo scippo. Speriamo bene, aspettiamo il 27 febbraio, altrimenti siamo pronti a mettere in campo ogni azione e di protesta. E’ in gioco la salute dei cittadini, ha sottolineato il sindaco Tutolo a Teleradioerre.
Differente, invece, la soluzione prospettata venerdì scorso durante l’audizione presso la Terza Commissione quando il direttore del dipartimento regionale alla salute, Giovanni Gorgone, in tandem con Emiliano, ha raffigurato la seguente slide che non lascia appello. Aggiungendo: “”Le norme sono così stringenti per il sistema che gli spazi per la politica sono ridotti praticamente a zero. Il piano di riordino ospedaliero obbedisce a regole che il Governo impartisce con grande severità “”.

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