Diabetologia a singhiozzo, pazienti infuriati per i ‘tagli’

Diabetologia a singhiozzo, perché il centro del Tatarella di Cerignola non potrà più prescrivere il piano terapeutico per i pazienti diabetici in terapia insulinica: all’atto pratico, infatti, non potranno essere forniti i microinfusori – ossia un piccolo dispositivo elettromeccanico che contiene insulina e si inserisce nel tessuto sottocutaneo – e i sensori di glicemia, ovvero il cosiddetto Flash glucose monitoring,che tiene sotto controllo i valori ed è molto importante per i pazienti che, nei casi più gravi, devono subire almeno 150 rilevazioni mensili.

A denunciare la nuova grana è Cittadinanza Attiva Cerignola, attraverso il presidente cittadino Roberto Saccozzi: “Tutto ciò è derivato dalla mancata partecipazione ad un incontro in regione, a cui la sola ASL FG non ha partecipato, in cui veniva deciso quali sarebbero stati i centri prescrittori. Il centro di Cerignola – spiega l’oncologo-  ha in cura centinaia di diabetici, che vengono anche da altre province, con 60 diabetici portatori di microinfusori. Questi pazienti dovrebbero quindi rivolgersi o a Foggia o a San Giovanni Rotondo per farsi prescrivere il piano terapeutico contrariamente ad ogni buon senso”.

Per l’associazione dei cittadini il problema risiede nella “razionalizzazione e riorganizzazione” che influirebbe negativamente sulla vita dei pazienti diabetici. Saccozzi passa in rassegna le spese delle Asl italiane nel comparto diabetologia, con picchi in quella pugliese nonostante i disguidi eclatanti. L’Emilia Romagna spende per ogni paziente all’anno per presidi per il controllo della glicemia (strisce, lancette, siringhe per insulina) 51,10 euro, la Puglia ne spende 171,57 e la provincia di Bolzano 317,69. È questo il report di Cittadinanza Attiva: “Per esempio le strisce per la misurazione della glicemia costano 23,1 euro se l’acquisto viene fatto con gara pubblica e 49,8 euro in caso di accordo con le farmacie. La regione Puglia solo per questi presidi spende 29.163.913 ogni anno, se ne potrebbe risparmiare più di un terzo”, denuncia Saccozzi.

Su diabetologia, e sulla mancata erogazione dei presidi, interviene direttamente la direzione strategica della Asl di Foggia: “Non abbiamo assolutamente dimenticato o trascurato questa situazione. Martedì, infatti, incontrerò personalmente i referenti delle associazioni attive sul territorio. C’è però da precisare che – incalza il direttore generale Vito Piazzolla- la prescrizione attiene ai policlinici e quindi agli ospedali di II livello e non alla Asl di Foggia. Detto ciò, la nostra sensibilità rimane alta ed è per questo che incontreremo i pazienti per cercare di trovare soluzioni idonee”. 

Michele Cirulli

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