L’INTERVISTA | Giannatempo: “Alleanza con i civici di Metta? Di corsa, ma senza veti”

Il momento di tensione in Fratelli d’Italia è palpabile, con una riunione a Roma nelle scorse ore per rimettere insieme i tasselli di un partito che si è spaccato dopo la fase congressuale di maggio 2025 e che sta implodendo oggi in vista delle elezioni amministrative. Sul tavolo, almeno tra le richieste, c’è il commissariamento, magari in forma ibrida, dell’attuale segretario Franco Reddavide, per portare i meloniani alla corte dei civici di Franco Metta.
Il momento è delicato soprattutto perché si sta entrando nella fase calda della campagna elettorale e si dovrà quindi scegliere un candidato sindaco. Antonio Giannatempo, figura di peso dei meloniani cerignolani, predica calma e individua nel metodo la criticità di questa fase.
Cosa sta succedendo in Fratelli d’Italia?
“Ci portiamo dietro la tensione per il congresso, c’è un partito da ricostruire dopo che s’è sfilacciato troppo, però tutte le cause degli attriti devono essere risolte perchè c’è un appuntamento importante per le prossime amministrative. Bisogna andare uniti senza divisioni, facendo dei passi indietro o di lato. Questo è il momento in cui fare sintesi.
Però nel frattempo si parla di una scissione di una parte minoritaria del partito che, seppur elettoralmente esigua, rappresenta un problema
Mi auguro di no, che tra persone civili ci si confronti e si trovi il modo di tessere una tela buona. Sono convinto che succederà.
Il punto cruciale, inutile negarlo, è l’accordo col civismo di Franco Metta.
Ma secondo me è molto prematuro, dobbiamo capire come amministrare la città, poi si possono scegliere sia il candidato sindaco sia le liste, ma prima bisogna confrontarsi sugli argomenti seri. Sicurezza e igiene pubblica su tutti, o come affrontare la questione Tari, che rischia di aumentare ancora nei prossimi anni. Oppure bisogna capire quali argomenti cercare per dare una motivazione ai giovani per avvicinarsi alla cosa pubblica.
Resta però intatto il tema delle alleanze
Non esprimo giudizi, si stanno facendo dei tentativi, non so se andranno a buon fine. Quando la gente è molto distante è difficile tenerla insieme. Ci sono tanti aspetti da affrontare, anche con riflessi nazionali.
Lei farebbe un accordo con i civici di Metta?
Di corsa. Ma che il civico debba decidere chi può stare e chi non può stare credo non sia serio.
Si vocifera di una sorta di commissariamento del partito. Le risulta?
Se ci sono elementi per commissariare, che sia commissariato, ma onestamente non so se ci sono elementi in questo senso.
Pensa che l’atteggiamento ruspante di Reddavide, poco incline alla mediazione, sia stato uno dei motivi di questa rottura?
Ognuno ha il suo carattere, tra marito e moglie non è mai colpa di uno solo. Credo non serva cercare sempre il pelo nell’uovo, bisogna confrontarsi con l’animo sereno, si sta perdendo troppo tempo ad odiarsi invece che parlarsi con serenità.
Il candidato sindaco dev’essere un civico, questo è l’orientamento di una parte di FDI, oltre che dei mettiani.
Si può anche arrivare a un candidato sindaco civico, ma non si impone nulla. Il metodo è importante. Serve unità nel partito, ma soprattutto serve che non ci siano preclusioni verso nessuno.
In molti sostengono che lei abbia un accordo per Decosmo sindaco. Come replica?
A questo punto io potrei dire il contrario, ossia che altri nel mio partito abbiano accordi già presi per altri candidati alla carica di sindaco. Non è così. Se si discute, però, si parte da zero. Dobbiamo ammettere tutti di non avere accordi pregressi. Io non escludo nessuno, Decosmo non è stato scelto da me, ma non escludo nessuno e tutti coloro che vogliono candidarsi vanno esaminati. Tutti insieme, senza veti.
Cosa si augura?
Che si trovi il candidato giusto per la città. E che in Fratelli d’Italia ci si metta alle spalle anche fasi brutte che purtroppo abbiamo offerto, come quella congresso e post congresso.
Michele Cirulli
