Ascoli Satriano reagisce: “Qui si continua a vivere serenamente”



Non c’è soltanto il Coronavirus a preoccupare gli abitanti di Ascoli Satriano, ma anche la psicosi – soprattutto al di fuori dei confini cittadini- che si è scatenata da quando una donna di 74 anni è risultata positiva al tampone CoVid-19 dopo aver ospitato per tre giorni, dal 21 al 24 febbraio, suo fratello che rientrava da Soresina (Cremona), centro in cui sono stati accertati altri cinque contagi. Al momento salgono a 26 le persone sotto osservazione e i primi 16 tamponi effettuati nei confronti di chi ha avuto contatto con i contagiati sono risultati negativi. Più che preoccupazione per il Coronavirus, ad Ascoli c’è indignazione per la possibile ondata di pregiudizio che potrebbe scatenarsi sui cittadini del piccolo centro dei Monti Dauni.



Ieri il figlio di una famiglia colpita da obbligo di quarantena ha dovuto ricorrere ai social network per tranquillizzare la cittadinanza: “Mio padre non sta girando in auto, come qualcuno sostiene, e sta rispettando l’obbligo che è stato imposto alla mia famiglia. È il figlio che utilizza la sua automobile, visto che io non sono stato raggiunto da nessuna custodia per il Coronavirus. Sono solo voci di paese come il fatto che io soggiorno indisturbato nella casa dei miei familiari e poi uscirei a contagiare tutti: nel mio piccolo, da fuori, cerco di non avere contatti con loro e rispetto tutte le regole”, si legge sui social network.

Per don Sergio Di Giovine, vicario di zona e parroco presso la Concattedrale Beata Vergine Maria, “c’è preoccupazione ma non psicosi: fino a quando non passa saremo sempre attenti, ma la gente rispetta tutte le prescrizioni, continua a fare la sua vita, esce a fare la spesa, e chi vuole viene a pregare in chiesa. C’è sicuramente attenzione, si rispettano le norme, magari si evita di andare fuori se non è strettamente necessario, ma tutti si attengono alle ordinanze”.



Da sabato scorso anche il vescovo della Diocesi Cerignola – Ascoli Satriano, mons. Luigi Renna, ha diramato nuove indicazioni: niente messa ad Ascoli e negli altri centri della Diocesi vige il divieto di segno della pace, sono state svuotate le acquasantiere e la comunione potrà essere data solo “a mano”.

Qualche problema si verifica fuori città: “Qualche dirigente scolastico di città limitrofe mi ha chiesto se i familiari di alcuni bambini rientrassero tra le 22 famiglie sotto osservazione, mi ha chiesto un attestato che ovviamente non si può concedere perché non esistono i presupposti. In altre scuole della provincia ci sono degli scioperi per il Coronavirus, che qualcuno dei nostri ragazzi ha percepito come discriminatorio, come se non volessero sedersi accanto loro, ma spero non sia così”, rimarca a La Gazzetta il sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone.


Michele Cirulli
La Gazzetta del Mezzogiorno



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