Il conflitto d’interessi della cattolica vicesindaco Albanese

A riprova della coerenza del nostro stile, ci piace condividere pubblicamente il fatto che un nostro socio, avendo scelto di candidarsi al Consiglio Comunale, ha liberamente e responsabilmente rimesso al Consiglio Direttivo la sua iscrizione all’AVE, proprio per evitare qualsiasi commistione tra il suo schierarsi per una parte politica ed il ruolo di imparzialità  ed equidistanza scelto dall’Associazione.

 
è stato questo, ad aprile scorso, l’intervento del segretario CEI don Nunzio Galantino sul ruolo dei cattolici in politica: insieme ai soci dell’associazione Emmanuel firmò quel documento che oggi, alla luce della giunta cattolica mettiana, assume un valore ancora più deciso rispetto alle commistioni che si registrano nelle stanze dei bottoni.
Il vicesindaco Mimma Albanese, eletta nelle liste ideate dal responsabile ufficio comunicazioni sociali della diocesi Cerignola-Ascoli Satriano Giuseppe Dibisceglia, si ritrova oggi in una situazione di conflitto di interessi in merito al doppio incarico di politico e di responsabile di uno degli strumenti più diretti della Curia: le confraternite. La vicesindaco, che durante la tornata elettorale ha racimolato 68 preferenze intorno alla sua persona, è priore della Confraternita del Santissimo Sacramento, che gestisce una delle 9 tombe presenti all’interno del cimitero di Cerignola. In questi giorni a Palazzo di città  è un andirivieni di confratelli con calcolatrice e fatture per la corresponsione delle indennità  per il servizio lampade votive.
Annualmente l’obolo porta nelle casse comunali circa 150 mila euro, che vengono così ridistribuiti: l’utente che ha in concessione una tomba versa nelle casse delle Confraternite 23,60euro annui; 3.60 servono per il servizio vigilanza, il resto “ detratto di iva- va diviso tra Ente pubblico e Confraternite con una percentuale del 60% e 40%. Gli altri loculi comunali, invece, ricadono nella competenza della cooperativa Pulisan con apposita convenzione. Albanese, dunque, da priore della confraternita del Santissimo Sacramento presenterà  le fatture- essendo responsabile legale dello strumento della Curia- delle quali prenderà  visione anche in giunta, dove è seduta in qualità  di vicesindaco. Un conflitto di interessi già  annunciato, mesi fa, proprio dal segretario generale della CEI e che oggi invece passerebbe sotto silenzio. Nel 2010 Franco Conte, presidente delle confraternite “ oggi al suo posto c’è Gerardo Leone, trombato alle ultime elezioni nella lista i-Cattolici- fu costretto a dimettersi dalla carica per evitare inopportune ambiguità  (era un semplice consigliere comunale).
L’intera compagine de i-Cattolici, da quando è entrata in consiglio, non ha mai accennato a risolvere nodi ed eventuali conflitti di interesse. Risuonano attuali le parole di mons. Galantino: Su questo, avvertiamo la necessità  di dichiarare ufficialmente che l’AVE non effettua alcuna scelta di campo politica preventiva, a favore di nessuna compagine, nè si schiera, direttamente o indirettamente, a vantaggio di questo o quel candidato, sia alla carica di sindaco, che al consiglio comunale. Sarà  per questo che l’atteggiamento dei dimolfettiani è diametralmente opposto a quanto suggerito dal segretario CEI.  
Tornano nella bufera i fedelissimi del vescovo uscente Felice Di Molfetta: ad entrarci per primo è stato il revisore dei conti della Curia, Salvatore Amato, oggi capo di gabinetto, il cui stipendio da 6000 euro mensili (fino a dicembre) è arrivato all’attenzione della Corte dei Conti.   
Michele Cirulli
 

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