“”A Cerignola le forze dell’ordine non fanno paura alla criminalità “”

Ancora una rapina, a Cerignola, e ancora un’attività  commerciale piegata in due dall’ondata criminale che sta asserragliando la città  ofantina. A farne le spese, questa volta, è la ditta MTS di Roberto Monterisi, ubicata su Viale di Ponente e che si occupa della vendita di abbigliamento da lavoro.

 
Lunedì mattina il titolare ha aperto le serrande e ha trovato la luce accesa; ha girovagato per i locali scoprendo di essere stato derubato di oltre 150 paia di scarpe per un valore commerciale di circa 6000 euro. Il primo furto a 8 mesi dall’apertura dell’attività .
Sono entrati dalla parte posteriore dell’edificio, che è adiacente ad un orfanotrofio, e hanno tagliato la finestra. Non so se abbiano effettuato il furto di sabato o di domenica, so solo che adesso dovrò ripagare tutto e quel carico è ormai stato acquisito a vuoto. Nel frattempo le tasse arrivano ugualmente e dobbiamo pagarle, si sfoga il titolare, ed è come se in questi mesi avessi lavorato esclusivamente per pagare il carico a chi me lo ha derubato.
Agli occhi degli inquirenti, però, è balzato subito un elemento molto strano: una volta entrati nel negozio, infatti, i ladri hanno portato via solamente le scarpe antinfortunistiche, lasciando intatto tutto il resto. L’impressione, per Roberto, è che questo colpo sia stato fatto su commissione e quella merce finirà  subito sul mercato nero. Ovvero ricettazione, che si configura quando chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, acquista, riceve o occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, al quale egli non abbia partecipato, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere e occultare (art. 648 c.p.). Il presupposto di tale reato è che anteriormente a esso sia stato commesso un delitto al quale il ricettatore non abbia partecipato.
Non siamo possessori di grossi capitali, ma hanno portato via i guadagni, è come aver perso tempo fino ad oggi. Adesso ricompreremo tutto il materiale, anche se questo significa comprare due volte la stessa merce e rivenderla una volta sola, commenta il titolare di MTS.
Al dettaglio quel tipo di scarpe “ modello U Power- costano da 30 a 60 euro, ma probabilmente “ spiega Monterisi- chi le ha rubate le rivenderà  anche a 10- 15 euro, riscuotendo comunque un ottimo incasso ed ottimi guadagni, anche perchè è un articolo richiesto. A Cerignola siamo abituati a vendere con molta fatica tutti i prodotti originali, mentre chi si dedica al mercato parallelo, mettendo in commercio merce rubata, fa veri affari: voglio fare un appello, anche se penso rimarrà  campato in aria, ma vorrei invitare i cittadini a non comprare oggetti rubati, perchè così si scoraggiano anche eventuali future rapine, commenta l’esercente.
Eppure viale di Ponente è una zona relativamente tranquilli: Non ci sono molti negozi, e quelli che esistono nel quartiere hanno tutti accesso sulla strada, quindi rapine e furti da queste parte sono sporadici, riferisce Roberto Monterisi. Dopo la denuncia di rito sono partite le indagini, che partono dall’acquisizione delle immagini catturate dal sistema di videosorveglianza posizionato all’incrocio di via Melfi, in zona Buon Consiglio. Non so se esista un mercato nero vero e proprio o è solo un’occasione sfruttata da queste persone per fare un po’ di soldi. Fatto sta- dice- che le rapine e i furti iniziano a diventare molto frequenti. Ogni mattina apro il mio negozio e vedo un incremento di forze dell’ordine a presidio del territorio, ma questa presenza è sterile, non sta facendo paura a nessuno. Anzi, le rapine stanno aumentando nonostante nelle vie della città  ci sia un numero maggiore di pattuglie.
Ed è stata proprio l’escalation criminale, che ha bersagliato gli esercenti, a dare il via ad un progetto elettorale in vista delle elezioni di maggio: che corrano in lista propria o invadano altri schieramenti, l’impegno dei commercianti in politica è stato annunciato da Vincenzo Specchio, numero uno locale di Confcommercio: Ho sentito della rapina che ha subito e mi è molto dispiaciuto, in fondo siamo sulla stessa barca. Ma in questi casi c’è molta gente che ha già  iniziato a strumentalizzare il tema della sicurezza per fini elettorali, facendo una frittata per qualche consenso in più, ammonisce Monterisi.
La settimana scorsa, infatti, ha fatto discutere l’intervista di un’emittente televisiva a un esercente cerignolano, da dieci anni impegnato in politica sul fronte Franco Metta, che parlando della rapina subìta ne ha fatto motivo di querelle politica annunciando la sua candidatura al fianco dell’avvocato. Una strumentalizzazione che ha acceso gli animi “ non solo politici, ma anche giornalistici- di questa campagna elettorale.
Michele Cirulli
 
> Criminalità , il tabù della politica
 
 
 

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