Tendopoli, ecco cosa (non) succede dopo l’ordinanza di sgombero

Il campo migranti in via Candela continua a destare scalpore a causa delle indegne condizioni di vita degli ospiti e anche a causa della convivenza, tutt’altro che serena, con i cerignolani, oltre che per atteggiamenti, da parte dei lavoratori extracomunitari, incompatibili con il vivere civile.
Nei giorni scorsi il sindaco Francesco Bonito ha firmato un’ordinanza per sgomberare l’area. Una decisione “sofferta”, ha detto, ma resa irrinunciabile dal clima di crescente tensione in zona Torricelli. Certo, le operazioni non saranno immediate perchè necessitano di diversi passaggi burocratici e organizzativi. Adesso, la Prefettura e la Questura dovranno intervenire su quanto stabilito dal Comune e si dovrà predisporre un piano di sicurezza adeguato affinché tutto sia svolto in maniera pacifica.
Di certo, tra quei migranti, di irregolari ce ne sono a bizzeffe. E anche questo è un aspetto da tenere a mente, predisponendo ulteriori misure, dalla segnalazione agli eventuali decreti di espulsione. Così come c’è da chiedersi dove andranno gli altri immigrati. Perchè un’ordinanza di sgombero non risolve il problema il fenomeno del flusso migratorio nei mesi estivi: quella tendopoli, c’è da scommetterci, si posizionerà altrove e comunque la Prefettura dovrà chiedere al Comune un piano B.
A meno che non si ragioni “all’italiana”: la stagione dell’uva e dei pomodori è quasi finita. Per quella delle olive la platea si dimezzerà naturalmente. Tanto vale lasciare lì quello spettacolo ancora per un altro mese, e aspettare che si dissolva in autonomia, fino all’anno prossimo.
