Il posto fisso è sacro, soprattutto per il PD pugliese (da Cerignola a Foggia, dalla BAT a Bisceglie)

Ci sono amministratori pubblici talmente presi dal governare che poi, in Comune, cercano di restarci anche dopo la parentesi politica. Sia chiaro: non c’è nulla di male o di illegale in quello che stiamo per raccontare. È, piuttosto, un fenomeno politico e amministrativo che merita di essere osservato, perché conferma quanto il posto fisso continui a esercitare un forte richiamo. Soprattutto quando a incrociare il pubblico impiego sono amministratori, esponenti politici o loro stretti familiari.
Il fenomeno attraversa Cerignola, Foggia, la BAT e il Barese. A ogni latitudine emergono vicende nelle quali percorsi politici, graduatorie, concorsi e assunzioni nella Pubblica amministrazione finiscono per incontrarsi.
A Cerignola Luciano Giannotti, nel luglio 2024, è stato scelto dal sindaco Francesco Bonito come assessore all’Urbanistica. Successivamente ha intrapreso anche il percorso per l’ingresso nel pubblico impiego presso la Provincia di Foggia. Ma non è il solo. A Cerignola il tema coinvolge anche parenti e familiari (sorelle, mogli, nuore, etc) di amministratori e persone politicamente vicine ai partiti, alcuni assunti tramite cooperative, altri risultati vincitori o idonei in procedure concorsuali. Circostanze che, naturalmente, vanno valutate individualmente e nel rispetto della piena legittimità delle procedure.
Non si tratta, però, di una dinamica esclusivamente locale.
Paese che vai, amministratore che trovi. E non di rado le vicende lavorative finiscono per intrecciarsi con quelle politiche.
A Margherita di Savoia il potente sindaco Bernardo Lodispoto ricopre anche la carica di presidente della Provincia Barletta-Andria-Trani e mantiene da tempo rapporti politici con diversi esponenti del centrosinistra.
Anche qui le graduatorie degli enti pubblici hanno prodotto situazioni che meritano attenzione sotto il profilo politico.
Nella vicenda già emersa a Bisceglie compare, in posizione utile in una graduatoria, la moglie del segretario cittadino del Partito Democratico di Margherita di Savoia, successivamente interessata da una procedura attraverso convenzione. Sullo sfondo resta poi il dato politico del Comune di Bisceglie, dove il Partito Democratico, pur trovandosi all’opposizione, non ha sottoscritto la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Angelantonio Angarano.
Cosa c’è di illegale? Nulla che possa essere affermato senza elementi specifici.
Ma sul piano dell’opportunità politica e della trasparenza amministrativa è legittimo porre delle domande.
E il capitolo di Margherita di Savoia non finisce qui.
Dal 2022, il figlio del sindaco-presidente Bernardo Lodispoto è dipendente del Comune di San Ferdinando di Puglia. Oggi il sito istituzionale dell’ente lo indica tra il personale amministrativo e tra gli addetti al IV Settore e al SUAP.
Il suo ingresso nell’ente è collegato, secondo gli atti della procedura richiamati, all’utilizzo di una graduatoria formatasi presso la Provincia di Foggia attraverso il meccanismo delle convenzioni tra enti. Proprio nel 2022 la Provincia di Foggia pubblicava gli atti relativi alle graduatorie per istruttori amministrativi, alle successive assunzioni e allo scorrimento delle graduatorie.
Anche in questo caso non viene contestata la legittimità della procedura. Il punto è un altro ed è legato all’opportunità e al messaggio lanciato all’esterno.
A Spinazzola, invece, Antonio De Marinis, consigliere comunale del Partito Democratico, è diventato dipendente del Comune di Margherita di Savoia. Anche questa è una circostanza che va valutata da un punto di vista politico: De Marinis si ritrova a lavorare nel Comune amministrato dallo stesso Bernardo Lodispoto con il quale si sono incrociate anche dinamiche politiche provinciali.
E allora il tema non può essere ridotto alla singola assunzione.
Graduatorie utilizzate da enti diversi, convenzioni, scorrimenti, amministratori che partecipano a concorsi, parenti di esponenti politici che entrano nella Pubblica amministrazione e consiglieri comunali che diventano dipendenti di Comuni amministrati da figure politiche con cui hanno avuto rapporti istituzionali.
Tutto può essere perfettamente legittimo.
Ma la politica non vive soltanto della distinzione fra ciò che è penalmente o amministrativamente lecito e ciò che non lo è.
Esiste anche un tema di opportunità, trasparenza e separazione tra rapporti politici e percorsi professionali.
Ed è proprio la frequenza con la quale questi mondi finiscono per incrociarsi a far sì che venga posto il tema.
Tra Cerignola, Foggia, San Ferdinando di Puglia, Margherita di Savoia, Spinazzola e Bisceglie, il filo conduttore appare sempre lo stesso: graduatorie, concorsi, convenzioni e pubblico impiego finiscono in qualche modo per incontrare la politica. Il posto fisso, insomma, resta sacro.
E, almeno a giudicare da questi casi, la politica pugliese sembra conoscerne molto bene il valore.

é semplice basta dimezzare lo stipendio a questi halfuomini … è pure molto per quello che fanno!! Ovviamente vanno azzerati i sindacati per i dipendenti pubblici: non hanno senso visto che vengono pagati dallo Stato .. quale maggiore tutela.