lunedì, Agosto 10, 2026
Politica

Centrodestra, col patto Metta-Sgarro salgono le quotazioni di Decosmo sindaco 

Sono solo interlocuzioni, certo, e fino alla primavera del 2027, quando Cerignola tornerà al voto, di colpi di scena ce ne saranno altri. Ma la possibile – quanto impensabile fino a un mese fa – intesa tra Franco Metta e Tommaso Sgarro  sta producendo reazioni a catena.

Nessun sussulto si registra nel Partito Democratico, che invece resterebbe al palo vedendo naufragare la possibilità di rifarsi una verginità schierando Sgarro dopo cinque anni di un’amministrazione deludente e di una maggioranza che sta costruendo ogni condizione per uno scioglimento anticipato.

Nel centrodestra, invece, se Sgarro e Metta trovassero un accordo sarebbe manna dal cielo. A partire da Fratelli d’Italia, che di voler trovare un accordo con i civici ne ha dato prova solo a parole ma mai con fatti concreti, tanto che a ora si sono registrati solo veti.

Se i due leader civici, una volta nemici giurati (il loro rapporto andava ben oltre l’essere semplici avversari), dovessero trovare terreno fertile, allora per il centrodestra si aprirebbe una fase meno ibrida e più legata ai simboli con l’esclusione del civismo di stampo mettiano. A quel punto, infatti, per i meloniani sarebbe molto più semplice sfilarsi da un tavolo che vede tra i commensali anche l’ex segretario del Pd Sgarro, che solo due mesi fa, alle provinciali, si è accordato col Pd di Francesco Bonito.

Col patto tra Sgarro e Metta salirebbero, come candidato sindaco del centrodestra tradizionale, le quotazioni di Francesco Decosmo, già assessore con l’amministrazione Giannatempo e regista politico di due operazioni importanti quali la presa della segreteria di Fratelli d’Italia – via Reddavide – e della segreteria della Lega, tramite Natale Curiello.

Proprio i meloniani sarebbero infatti in debito con Decosmo che, non senza polemiche, tra l’altro rispolverate anche nei giorni scorsi, ha permesso all’asse di Franco Reddavide e Antonio Giannatempo di avere la meglio sulla compagine di Gianvito Casarella e Nicola Netti.

Se’impianto trovasse l’ufficialità, si aprirebbero due scenari distinti e separati in FDI: Casarella ha già fatto sapere di voler restare nel partito “nonostante tutto”, mentre Netti starebbe ragionando su una fuoriuscita e un percorso nel segno del civismo.

Infine, ci sarebbe l’incognita Franco Reddavide, che non ha mai nascosto la voglia di voler tentare l’esperienza da candidato sindaco, vantando di essere il più alto in grado tra i meloniani dopo Giannatempo che, forse, questa volta non sarà della partita.

Michele Cirulli 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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