sabato, Settembre 5, 2026
Politica

“Faccio interessi personali”: tutti contro Romano. “Bonito non può attaccarlo”

Non si placano le polemiche per il video con cui il consigliere di maggioranza Michele Romano ha presentato il suo nuovo contenitore civico ammettendo “che nessuno rinuncia ai propri interessi personali, me compreso” e confidando di esercitare “clientelismo buono”.

Le polemiche intorno alle sue frasi, oggettivamente al di là del buon senso o della semplice provocazione, sono furenti. Nella giornata di ieri il consigliere comunale Rino Pezzano ha chiesto chiarimenti: “Quali sono stati gli interessi personali di Michele Romano nella costruzione del nuovo Stadio? E quali sono stati i suoi interessi personali nei concorsi banditi dal Comune o negli affidamenti diretti e nelle gare PNRR?”.

A stretto giro, anche dalla stessa maggioranza si sono alzate voci critiche. Da Sabina Ditommaso, che ha bollato come “aberranti” le dichiarazioni del suo collega di maggioranza, fino alla presa di posizione del neocommissario del PD, il foggiano Mario Cagiano, il quale ha preso le distanze dal video sostenendo che “non esiste un clientelismo buono”: “Il Partito Democratico – ha detto – ha sempre interpretato l’azione amministrativa come uno strumento al servizio della collettività e continuerà a farlo. L’obiettivo è migliorare, ogni giorno, la vita dei cerignolani. Per il Partito Democratico non esistono forme “buone” di clientelismo”.

Duro anche il commento di Carlo Dercole di Forza Italia: “Succede in tutti i concorsi che il Comune di Cerignola ha espletato? Effettivamente si, visto il lungo elenco di amici e parenti degli attuali amministratori che hanno vinto concorsi banditi dal Comune di Cerignola. Quindi anche l’affidamento diretto dato per la gestione dei tributi è stato dato seguendo la logica del clientelismo? Magari dato ad una azienda che operava nello stesso comune dove un assessore faceva il revisore dei conti?”, ha detto il segretario azzurro.

Anche il coordinatore cittadino della Lista CON, Rosario Spione, che proprio con Romano e Francesco Mansi ha organizzato la lista salvo poi registrare la rottura, è critico: “Tutti e dico tutti i provvedimenti di questa deficitaria amministroncina sono stati condizionati dal veto di due soggetti inappropriati. Michele Romano e Francesco Mansi. Ora il Romano vuole riproporsi sotto una nuova veste. Come se quella indossata fino ad oggi e che indosserà per ancora diversi mesi, visto l’opportunismo sfrenato della sua indole, l’abbia rivestita un altro soggetto”.

Per il consigliere provinciale Nicola Netti “il clientelismo è sempre da condannare. L’unico assente al coro di condanna è Sua Moralità Francesco Bonito, che in cinque anni si è sempre prodigato nell’etichettare chi fa opposizione come gente legata al malaffare. Oggi tace, perchè non conviene attaccare il consigliere Romano, in quanto non avrebbe più i numeri per approvare lo scioglimento del Consorzio. Questa è doppia moralità”.

Nessuna parola da parte del segretario di FDI Franco Reddavide, ormai quasi stampella dell’Amministrazione Comunale, come con insofferenza riferiscono da mesi all’interno del suo stesso partito.

Per Gianvito Casarella, FDI, “a questo punto, il sindaco vada in Procura e chieda che si indaghi sulle esternazioni del consigliere di maggioranza, altrimenti restano solo video social in una caldissima estate pre-elettorale”.

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