sabato, Settembre 5, 2026
Politica

Il PD è stato commissariato: 5 anni di buio e la bocciatura di un’intera classe politica

Marchiodoc - PD

Il Partito Democratico di Cerignola è stato commissariato. A prenderne la guida è un consigliere comunale dem di Foggia, il giovanissimo Mario Cagiano, che dovrà tentare di mettere ordine in una formazione che è l’azionista di maggioranza del governo cittadino ma che sul piano politico e sul piano amministrativo ha dimostrato di saper incidere poco.

E quando ha tentato di farlo, è riuscito anche a fare peggio, come il commissariamento dimostra. Il giovanissimo esponente politico foggiano si è già presentato a Cerignola per un giro di incontri, ma è indubbio che la sua presenza sia indirettamente una sconfessione, da parte della Federazione provinciale, di un’intera classe politica: dalla famiglia Dalessandro con le sue articolazioni che giungono fino alla vicesindaca Maria Dibisceglia, sino alle “fini” strategie autodistruttive di Nicola Giordano; dai flop delle regionali con Teresa Cicolella a quelli delle provinciali con l’accordo prima promesso e poi inattuato con Tommaso Sgarro, che ha portato non solo al potenziale crollo del campo largo per ragioni infantili e poco politiche delle parti in causa, ma anche alle dimissioni indotte dell’ex segretario Daniele Dalessandro.

Quanto durerà il commissariamento? Difficile dirlo. Tendenzialmente fino all’indizione dei congressi, ossia probabilmente dopo le elezioni politiche, a meno che il circolo locale non dimostri di aver ritrovato l’unità ma soprattutto l’identità.

Nel Partito Democratico tira una brutta aria. Lo scollamento è palpabile, così come lo è l’insofferenza per un’Amministrazione che non è mai riuscita a decollare o anche perché i momenti di discussione interna sono praticamente spariti e le decisioni, fino a oggi, sono state prese da una cerchia ristretta di persone che non ha prodotto risultati brillanti.

Certo, sono cambiati i tempi. Le pachidermiche assemblee per discutere di ogni singolo provvedimento sono – per fortuna – un ricordo del passato, ma l’aver chiuso sistematicamente al dialogo è stato un punto di non ritorno. Anche perché – alla luce dei risultati ottenuti e del relativo commissariamento – la qualità politica e amministrativa degli attori è apparsa mediocre, così come quella degli assessori chiamati a governare la cosa pubblica. Un vicesindaco pressoché inesistente e un assessore alla sicurezza su cui, per la prima volta nella storia locale, vi è stata la sfiducia diretta da parte dei cittadini.

Poi c’è la questione sindaco. Formalmente, Francesco Bonito appartiene al Partito Democratico, ma suo figlio Savino Bonito – che nei fatti riveste le funzioni di primo cittadino aggiunto partecipando alle riunioni, incontrando imprenditori o stakeholder e dando indicazioni ai dirigenti – è uno dei perni su cui, nel Basso Tavoliere, dopo Orta Nova, si fonda il civismo del Presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, notoriamente in contrapposizione all’assessore regionale piddino Raffaele Piemontese.

Un cortocircuito che nei fatti ha generato un PD ibrido e senza spina dorsale, abituato ormai a essere trasportato dagli eventi senza essere più capace di indirizzarli e desideroso soltanto di arrivare all’ultimo giorno disponibile di mandato elettorale, senza preoccuparsi del futuro. In questo senso vanno letti gli avvicinamenti e gli “annusamenti” a pezzi del centrodestra locale pur di conservare qualche posizione di minima rendita futura, chiaramente non in chiave partitica.

Ai democratici cerignolani non va giù l’idea che a commissariare il partito sia stato un giovanissimo: “Ci hanno mandato il ragazzino”, lamentano i piddini rimarcando l’importanza della piazza  cerignolana e ringhiando contro la federazione provinciale. Il punto è che l’autorevolezza si coltiva e non è né un fattore anagrafico né geografico.

Al commissario Mario Cagiano spetta un compito molto difficile: ricostruire l’anima – a patto che ve ne sia ancora una – del circolo cerignolano. Che già gli ha dato un’accoglienza freddissima consegnando una sede, quella di via Mameli, sporca e chiusa, come lo stesso Cagiano ha riferito sui social network imbracciando una scopa: “Partiamo dalle basi”, ha scritto.

Ma nel PD locale – è evidente – le basi sono ancora molto sporche.

Michele Cirulli

2 pensieri riguardo “Il PD è stato commissariato: 5 anni di buio e la bocciatura di un’intera classe politica

  • Caro Cagiano, mi sa che devi partire dalle fondamenta altro che basi.
    E pensare che sono pure stati democraticamente eletti, questo fa capire il livello degli elettori cerignolani non in gradi di capire l’enorme macchinazione contro chi stava facendo tanto e bene e che andava abbattuto con le cattive, altrimenti sarebbe stato rivotato.
    A tutti gli appassionati votanti di questa amministrazione, fatevi un esame di coscienza e rendetevi conto a cosa ci avete condannato.

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  • Qualcuno ha pensato che il PD fosse diventato un’altra propria azienda familiare… Di cosa parliamo. La politica nelle mani di avventurieri, con il benestare di chi di Cerignola non frega niente…

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