Anche il Comitato Partite IVA chiede le dimissioni di Cicolella: “Basta lo diciamo noi”

Dopo l’associazione Commercianti di Cerignola, anche il Comitato Partite IVA chiede le dimissioni dell’assessore Cicolella. Il motivo è lo stesso: di tutte le proposte fatte in questi anni, dicono, da parte dell’Amministrazione non vi sarebbe stata alcun seguito. Spesso anche alcuna risposta.
Il comitato, che esprime “vicinanza e solidarietà” ai titolari della tabaccheria del Corso rapinata venerdì, attacca l’assessore alla sicurezza, distintasi negli anni per una sequela di video tutti uguali in cui diceva: “ora basta” in concomitanza con i fatti criminali più mediaticamente impattanti.
“Ma stavolta noi diciamo e gridiamo: BASTA! Basta! Per noi del Comitato non c’è più tempo né spazio per manifestazioni già confezionate a tavolino ad uso e consumo dell’Amministrazione che finora hanno prodotto il vuoto. Visto che le proposte fattive avanzate dal Comitato anni fa non sono state mai prese in seria considerazione, anzi sono state sempre snobbate e trascurate, l’unica proposta giusta oggi è quella drastica e perentoria delle dimissioni immediate dell’Assessore alla sicurezza (sic!) Teresa Cicolella, e quella del Sindaco”, dicono dal Comitato.
“Per dare prova tangibile del suo amore per la Città e della sua responsabilità come primo cittadino”, il sindaco “vada personalmente dal Prefetto con la risolutezza finora mai mostrata per affermare che è pronto a consegnare la fascia di Sindaco fino a quando il Prefetto non risolverà il problema della delinquenza quotidiana dilagante a Cerignola: perché così non si può più andare avanti”.
“Questa – proseguono – sarebbe la cosa più logica, giusta e necessaria per dimostrare ai cittadini che il Sindaco tiene tanto alla sicurezza della Città. Se questo non avviene, chiunque poi capisce che tutto quello di cui ha parlato e straparlato per anni a proposito e sproposito di sicurezza e legalità era e rimane solo una presa in giro”, concludono dal Comitato Partite Iva.

La delinquenza a Cerignola rappresenta una delle sfide più complesse e urgenti per il tessuto sociale ed economico dell’intera provincia di Foggia. La cronaca locale documenta con frequenza una criminalità dalle caratteristiche precise e impattanti:Criminalità predatoria e organizzata: Il territorio soffre per una forte incidenza di reati contro il patrimonio, come i frequenti furti d’auto, i tentativi di scasso ai danni delle attività commerciali del centro e le rapine a mano armata, che colpiscono duramente i commercianti e la percezione della sicurezza quotidiana.Fenomeni ad alto impatto: Accanto alla microcriminalità, Cerignola è storicamente nota alle cronache nazionali per la presenza di gruppi specializzati in reati complessi e ad alta pianificazione, come i violenti assalti paramilitari ai furgoni portavalori lungo le principali arterie stradali.La reazione della comunità: forte senso di esasperazione. Si moltiplicano le richieste alle istituzioni e alla Prefettura per ottenere presidi di sicurezza più rigidi (come l’istituzione di “zone rosse” temporanee) e un potenziamento degli organici delle forze dell’ordine sul territorio.Per superare questa emergenza non basta la sola risposta repressiva. Diventa fondamentale affiancare al controllo di polizia un profondo investimento sociale e culturale che sappia offrire alternative concrete ai giovani, sottraendoli alle logiche della strada e restituendo piena legalità ed attrattività economica a una città ricca di storia e potenzialità.
Con rispetto,
ma non hai conoscenza del tessuto sociale nostrano.
Come cittadino sono stanco anche di questo approccio sociologico a tratti delirante.
Chi conosce bene questo territorio sa con certezza che questi giovani…che poi tanto giovani non sono, non vogliono in alcun modo avere possibili alternative e scelgono in piena coscienza il lato oscuro.
Il degrado culturale è altra cosa ed è addebitabile ad una serie di concause, ma di sicuro ha poco o nulla a che vedere con la mentalità delinquenziale frutto di una scelta cosciente e determinata.
Ergo, per piacere, anche basta con queste analisi socio pedagogiche inutili, ci vuole il pugno di ferro, unico linguaggio conosciuto a questi signori e poi, solo poi, possiamo iniziare a parlare di altro.
Grazie