Bonito’s, Dalessandro, Sgarro: quando l’ego si trasforma in faida

Cosa abbia spinto Sgarro a tentare un accordo col PD e con i Bonito’s nel momento di massima debolezza dell’Amministrazione Comunale, e senza una rete in provincia, è tutto da capire; cosa abbia spinto i Bonito’s e Dalessandro, nel momento di massima debolezza dell’Amministrazione Comunale, a sgonfiare una prospettiva di rilancio futuro è un’altra incognita senza risposta.
L’alta considerazione che, a torto o a ragione, i tre esponenti del centrosinistra locale hanno di sé stessi è di certo una chiave di lettura, che è sovrapponibile all’ego smisurato del sindaco Francesco Bonito. Occupare la poltrona in Provincia, con questa legge elettorale e dopo la riforma Delrio, è come essere ricchi al gioco del Monopoli: è una felicità che vale il tempo del prossimo lancio di dadi perché, appunto, non è reale.
E infatti il peso degli eletti a Palazzo Dogana è risibile, tanto che per più di un anno l’attuale presidente è rimasto a capo dell’Ente senza alcuna maggioranza e senza bisogno di consiglieri (basti pensare che il Presidente di ogni provincia italiana per legge, contrariamente ai sindaci e ai Presidenti di Regione, non può essere sfiduciato).
Eppure su questo terreno – ricco di inutilità ma al tempo stesso di vanagloria – si è giocata una faida insensata. Nei fatti, chiedendo il voto al PD, Sgarro ha chiesto ai consiglieri del PD di farsi espellere dal Partito; se non bastasse, alcuni consiglieri del PD lo hanno accontentato; Bonito, il primo a stringere un accordo con Sgarro in cambio di benevolenza (accordata) sulla pessima amministrazione, lo ha poi pure “bucato” rimangiandosi il patto di stagno.
Più che di politica, sembra di trovarsi di fronte a bisticci tra guasconi. E proprio per questo, alle prossime amministrative Antonio Decaro, come sempre accade quando si parla di comunali, convocherà questi tre ragazzi e li tratterà come scapestrati, obbligandoli a stare insieme anche nel 2027. E al presidente di regione non si può dire di no, come non si è potuto dire di no al ballottaggio del 2021.
Il centrosinistra in Italia ha sempre avuto un problema con la gestione e degenerazione del potere.
A Cerignola, invece, più banalmente sembra avercelo con l’ego.


E la comunità ne sta pagando le conseguenze
Puahahahahahahahahahahahahahahaha poveri illusi
Secondo me se il vostro cognome è “riconosciuto “ Sgarro – Dalessandro nella politica è solo perché la Gentile vi ha invitato a giocare e vi teneva per mano per affrontare le situazioni poi abete voluto cambiare genitore Bonito e avete fatto una fine miserrima .
Se Decaro dovesse chiedervi di riunirvi per le amministrative fareste meglio a riunirvi in un centro di cura
Se non fosse per Cirulli che ogni tanto ci fa sapere che sono ancora vivi, non sarebbero menzionati nemmeno dal loro condominio
Lo pensavo anche io qualche giorno fa…sgarro ha avallato ogni scelta dell’amministrazione per avere qualche voto e nemmeno glielo hanno dato…
mi duole dirlo ma questa classe politica TUTTA è davvero allo sbando e da sempre sono di SINISTRA
Caro Cirulli, non ne fare una questione politica. Informati quanto portano a casa di stipendio e di affari certe famiglie comuniste… Segui il denaro, come diceva Falcone…