sabato, Aprile 11, 2026
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Pezzano: “Bonito vittima della sua stessa boria: o ignaro o in malafede”


“Il caso del Centro di Legalità di Cerignola dimostra due cose. La prima: anche il miglior amministratore può trovarsi in difficoltà davanti a eventi complessi, come l’interdittiva antimafia che ha colpito una ditta incaricata dei lavori. La seconda è più amara: chi per anni si è presentato come paladino della legalità, pronto a dare lezioni a tutti e a mostrarsi infallibile, oggi scopre che la realtà non si piega ai proclami”.

Rino Pezzano, del gruppo Avanti Cerignola, commenta la notizia dell’interdittiva antimafia comminata dalla Prefettura di Foggia ai danni di un’azienda cerignolana impegnata nei lavori di un centro per la legalità disposto dall’Amministrazione Bonito.

“Il paradosso – prosegue Pezzano – è evidente: l’interdittiva ha colpito proprio una ditta del Centro della Legalità. I castelli di parole, le medaglie al petto auto-cucite e le dichiarazioni trionfali si sono sgonfiati. Bonito resta così vittima della propria boria”.

Ma non è tutto, perché, sostiene il consigliere di minoranza, “a peggiorare la figuraccia, il copione, che è sempre lo stesso: Bonito interviene e smentisce solo dopo che qualcun altro ha già fatto emergere i fatti, rincorrendo gli eventi. Delle due l’una: o è ignaro, il che mostra da sé tutta la sua inadeguatezza, o punta a farla franca, segno di malafede. In ogni caso, la realtà lo ha travolto”.

“La lezione è chiara: la legalità non si proclama, si misura nella realtà. Cerignola merita amministratori che governino con serietà, umiltà e senso della misura, non chi ha sbandierato legalità a parole, salvo poi restare inchiodato alla più clamorosa delle smentite”, conclude Rino Pezzano.


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