Buco in sanità, ecco tutti gli ospedali e reparti a rischio (compreso Cerignola)

La rete ospedaliera della Puglia dovrà essere rivisitata perché il buco da circa 400 milioni di euro, certificato anche dal Ministero dell’Economia e della Finanza, non lascia spazio a interpretazioni: sprechi e spese troppo elevate oggi non sono più sostenibili e si dovrà dare attuazione a un piano operativo che aspetta di essere soddisfatto da anni.
Questo, nei fatti, significa che si dovranno accorpare reparti, o chiuderli a seconda dei numeri e delle prestazioni prodotte, e si dovranno accorpare interi ospedali.
La scure si concentrerà sui piccoli ospedali dove reparti con bassi volumi di attività rischiano chiusure o trasferimenti. Entro tre anni spariranno i punti nascita sotto i 500 parti annui, o anche le chirurgie con pochi interventi e le ortopedie sotto i mille casi l’anno.
Il programma di tagli contiene 18 dei 28 ospedali pubblici in funzione. Nel Barese i presidi di Corato, Putignano, Monopoli e Triggiano. Nella Bat Bisceglie, Barletta e Andria. Nel Foggiano Lucera, Cerignola e San Severo. In Salento Casarano, Galatina e Copertino. Tre ospedali sotto tiro anche nel Tarantino: Santissima Annunziata, Grottaglie e Moscati. Nel Brindisino Mesagne e San Pietro Vernotico. In alcuni casi servizi e reparti saranno trasferiti nei nuovi ospedali, come il Monopoli-Fasano o il San Cataldo. Le altre strutture diventeranno centri di lungodegenza, riabilitazione o assistenza territoriale.

E’ normale che se negli ospedali non ci sono dottori e i casi vengo dirottati c/o altri ospedali i numeri non si raggiungeranno mai e quindi potranno essere chiusi.
Questa subdola pratica è stata messa in atto da anni, già sapendo che sarebbe stata adottata nel momento giusto.
La vera domanda é: ma il buco enorme da dove deriva? Chi ed in cosa sono stati fatti gli sprechi?
E nel caso di altra pandemia con la chiusura degli ospedali dove andiamo?
Le cure e la salute non sono una concessione ma un diritto sancito dalla costituzione, quella sconosciuta che in tanti oggi pensano di difendere con un NO ma che viene calpestata continuamente.
Se chiudono Lucera, San Severo e Cerignola, tutti a Foggia che andrà in 6 mesi al collasso e la gente morirà per impossibilità di essere ricoverati e curati.
Un sentito grazie alla sanità regionale a trazione progressista.
Penso che venga fatto il tutto per promuovere sempre più, i servizi privati.
Se il popolo ha i soldi, ci si cura e si opera. Altrimenti, possiamo anche morire.
E quando tutto ciò avverrà, tutti i medici spunteranno come funghi ad aprire ambulatori privati e crisi sanitaria non ce ne sarà più.