venerdì, Luglio 17, 2026
Sanità

Buco in sanità, ecco tutti gli ospedali e reparti a rischio (compreso Cerignola)

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La rete ospedaliera della Puglia dovrà essere rivisitata perché il buco da circa 400 milioni di euro, certificato anche dal Ministero dell’Economia e della Finanza, non lascia spazio a interpretazioni: sprechi e spese troppo elevate oggi non sono più sostenibili e si dovrà dare attuazione a un piano operativo che aspetta di essere soddisfatto da anni.

Questo, nei fatti, significa che si dovranno accorpare reparti, o chiuderli a seconda dei numeri e delle prestazioni prodotte, e si dovranno accorpare interi ospedali.

La scure si concentrerà sui piccoli ospedali dove reparti con bassi volumi di attività rischiano chiusure o trasferimenti. Entro tre anni spariranno i punti nascita sotto i 500 parti annui, o anche le chirurgie con pochi interventi e le ortopedie sotto i mille casi l’anno.

Il programma di tagli contiene 18 dei 28 ospedali pubblici in funzione. Nel Barese i presidi di Corato, Putignano, Monopoli e Triggiano. Nella Bat Bisceglie, Barletta e Andria. Nel Foggiano Lucera, Cerignola e San Severo. In Salento Casarano, Galatina e Copertino. Tre ospedali sotto tiro anche nel Tarantino: Santissima Annunziata, Grottaglie e Moscati. Nel Brindisino Mesagne e San Pietro Vernotico. In alcuni casi servizi e reparti saranno trasferiti nei nuovi ospedali, come il Monopoli-Fasano o il San Cataldo. Le altre strutture diventeranno centri di lungodegenza, riabilitazione o assistenza territoriale.  


4 pensieri riguardo “Buco in sanità, ecco tutti gli ospedali e reparti a rischio (compreso Cerignola)

  • E’ normale che se negli ospedali non ci sono dottori e i casi vengo dirottati c/o altri ospedali i numeri non si raggiungeranno mai e quindi potranno essere chiusi.
    Questa subdola pratica è stata messa in atto da anni, già sapendo che sarebbe stata adottata nel momento giusto.
    La vera domanda é: ma il buco enorme da dove deriva? Chi ed in cosa sono stati fatti gli sprechi?
    E nel caso di altra pandemia con la chiusura degli ospedali dove andiamo?

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  • Le cure e la salute non sono una concessione ma un diritto sancito dalla costituzione, quella sconosciuta che in tanti oggi pensano di difendere con un NO ma che viene calpestata continuamente.

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  • Emigrare unica alternativa alla morte

    Se chiudono Lucera, San Severo e Cerignola, tutti a Foggia che andrà in 6 mesi al collasso e la gente morirà per impossibilità di essere ricoverati e curati.
    Un sentito grazie alla sanità regionale a trazione progressista.

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    • Penso che venga fatto il tutto per promuovere sempre più, i servizi privati.
      Se il popolo ha i soldi, ci si cura e si opera. Altrimenti, possiamo anche morire.
      E quando tutto ciò avverrà, tutti i medici spunteranno come funghi ad aprire ambulatori privati e crisi sanitaria non ce ne sarà più.

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