Né commercianti né automobilisti pigri: ecco perché la ciclabile è una porcata

Dopo cinque anni l’amministrazione ha compiuto la sua opera distintiva: la pista ciclabile. O meglio, le piste ciclabili.
Dalla scorsa settimana, Viale Sant’Antonio, via Vittorio Veneto, Viale XXIV Maggio, via Osteria Ducale, Corso Gramsci, Corso Garibaldi, Corso Roma, Corso Aldo Moro hanno una corsia dedicata alle biciclette. Bisogna essere d’accordo o no?
I commercianti, un delirio senza fine
Sono state numerose le proteste dei commercianti perché quella ciclabile, dicono, ammazzerà ancora di più il commercio con riduzioni di fatturato stimate al 20%. L’ultimo anno, da quando è stato tolto il cordolo killer e l’intero corso è stato riservato alla sosta selvaggia su entrambi i lati, chissà se per le attività vi sia stato invece un incremento di ricavi. Ma in un paese civile il benessere del commercio non può passare dalla doppia fila sistematica. Le loro ragioni, tra l’altro altalenanti, sembrano deboli.
Piano traffico, questionari da 4 anni
La grande rivoluzione del piano del traffico non vi è mai stata. Nel 2022 l’amministrazione sottopose alla cittadinanza un questionario su cui l’università di Bari avrebbe dovuto organizzare la nuova viabilità. Dopo quattro anni l’amministrazione ha nuovamente sottoposto alla cittadinanza lo stesso identico questionario. Che fine abbia fatto lo studio del 2022 non è dato sapere. La viabilità resta sempre contorta e talvolta senza senso. E gli esperti sono concordi nel sostenere che la realizzazione di un serio piano del traffico comporti un mese, massimo due, di lavoro. A Cerignola siamo a 4 anni pieni e nulla è cambiato.
ZTL, l’ultima sciocchezza degli orari
Che la giunta non abbia idea di cosa farne della viabilità è lampante: basti pensare all’ultima trovata che ha determinato un nuovo cambio di orari. La Ztl sarà attiva fino alle 00.00 e non fino alle 2:00 di notte, mentre resta invariato l’orario di apertura alle 21:00. Nei paesi civili si anticipa l’apertura alle 18:00 mentre oggi si riduce nottetempo (quando non serve a niente), e per ragioni che nulla hanno a che vedere con la viabilità, l’estensione della zona a traffico limitato.
Ciclabili da abbattere prima di subito per posizionarle dove servono
Le vie identificate per le ciclabili sono quelle più trafficate e piene di incroci pericolosi e non. Non capire che il Corso (da dopo via Napoli per due km fino alla Mezza Luna) sia arteria fondamentale e nevralgica, e su cui confluiscono una marea di strade secondarie visto che taglia in due la città, è semplicemente folle. Non stiamo parlando di vie così estese da potersi permettere un restringimento di carreggiata (ad esempio, viale Sant’antonio è un pericolo per i ciclisti). Lo abbiamo dimostrato già in precedenza con dei video: così in diversi punti è inibito perfino il transito ai mezzi di soccorso o alle forze dell’ordine. Il risultato prevedibile sarà ulteriore congestione del traffico e ulteriore aumento dei tempi di percorrenza (senza la ciclabile, da via Napoli a Corso Aldo Moro potevano essere impiegati anche 20 minuti).
Bloccati i punti principali
Come dimostra la mappa, le ciclabili intasano punti fondamentali per lo scorrimento del traffico. Sono vie in cui si mettono centinaia di strade secondarie, pur non avendo una conformazione, in molti casi, da strada principale. La riduzione è una sfida al buonsenso. Si è peraltro potenziato il servizio di trasporto pubblico, o il bike sharing, per permettere agli utenti di raggiungere il centro, come prevede ogni piano del traffico degno di questo nome? Macché.
Arterie strategiche, ecco dove
Non diciamo che le arterie stradali strategiche non possano essere toccate. Anzi. Viale Terminillo, Viale gen. Dalla Chiesa, viale dei Mandorli (Liceo Scientifico) sono tutte arterie che si prestano perfettamente ad accogliere le ciclabili, tanto da donare ad esse, nel migliore dei modi, la ragione per cui sono concepite: avvicinarsi al centro in bici. Invece quelle realizzate sono monocorsia e direttamente in centro. Le ciclabili servono come strumento di mobilità quotidiana, non per uno “struscio” alternativo.
L’esempio della rotatoria-assorbente
Per capire quanto sia pericoloso mettere mano alle arterie principali, basti pensare al caso di quella che è stata definita rotonda a forma di assorbente su viale di Ponente. Quella struttura ancora oggi ha penalizzato la fluidità del traffico, anche perché, in mancanza di una seconda tangenziale, su quel tratto passano anche mezzi pesanti.
Cosa succederà?
Nulla per i ciclisti. Le strade resteranno paralizzate, in estate le associazioni faranno struscio su due ruote con tanto di foto sui social, deviando il percorso quando incontreranno i tavolini delle pizzerie intoccabili che tutto possono e tutti faranno finta di non vederli: né vigili né amministratori né ciclisti entusiasti di una ciclabile indegna per un paese civile nel 2026.
Il resto è storia dei giorni nostri: carreggiate ridotte senza un motivo, perché con quasi un centinaio di incroci tutte le ciclabili elencate sono solo un pericolo per i ciclisti. E il colpo di grazia alla già schizofrenica viabilità cerignolana.

Finalmente delle riflessioni giuste e puntuali che andavano fatte prima di buttare dalla finestra queste risorse. Già, ma chi le doveva fare? Ormai la frittata è fatta.
Ottima descrizione di queste oniriche “ciclabili”. Avete però colpevolmente omesso di descrivere la vera ed effettiva “mobilità” sostenibile qui a Cerognola : moto, scooter, bici tutte rigorosamente a sfrecciare sui… MARCIAPIEDI. Non li vede nessuno, Vigili Polizia Finanza….l’ex giudice poi manco a pensarlo. NESSUNO VEDE.
Che degrado, non dimettetevi che è tardi ormai, ma mai troppo tardi per COSTITUIRVI
Questa e la prova evidente che in comune non anno un c…..o da fare!