venerdì, Marzo 6, 2026
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Estorsione ai lavoratori, il racconto: “Ho pensato di salire su un silos e farla finita”


“Questi anni sono stati per me dettati da spirito di adattamento e da lontananza dalla famiglia poiché per trovare lavoro sono stato costretto a fare il trasfertista per aziende operanti nel nord Italia visto che ci siamo ritrovati intorno terra bruciata”.

I lavoratori che hanno denunciato l’azienda Cifaldi, i cui titolari sono stati destinatari in primo e secondo grado di una condanna per estorsione, raccontano i lunghi anni di processo. Adesso, l’ultimo passaggio è quello della Cassazione, a cui gli imprenditori hanno fatto ricorso tramite i legali.

Raffaele Manobianco, Francesco Barbieri e Franco Visentino, secondo gli atti, sono stati per anni sottoposti a vessazioni degradanti.

“Il mio collega Francesco Barbieri, stremato dalla situazione lavorativa che ogni giorno si faceva più ostile e piena di nuove ripercussioni su di noi tre che ci eravamo ribellati ad un sistema malato di sottomissione che come un cancro pian piano ci logorava dall interno aggredendo la nostra salute psicofisica, stava per compire un atto estremo che solo una persona arrivata al limite della sopportazione avrebbe potuto pensare di farlo”, rimarca oggi Manobianco ricordando un episodio avvenuto a maggio del 2015.

“Io – continua il lavoratore -penso spesso a quei momenti di grande sofferenza e di quella chiamata che mi avvertiva della situazione, ormai sono momenti indelebili nella mia memoria che porterò sempre dentro di me come un macigno che mi ricorda tutti i tipi di angherie che abbiamo subito alle dipendenze della BetonCifaldi”.

“Quando racconto la mia storia ai miei figli – dice Manobianco – leggo nei loro occhi un senso di appartenenza ad un padre di famiglia che facendo fede su una spalla forte di una moglie che ha saputo tirare avanti con 50 euro a settimana senza chiedere nulla a nessuno”.

Franco Visentino racconta la sua esperienza personale dopo la cassa integrazione: “Quelli sono stati i mesi più duri della mia vita visto che non percepivo un solo centesimo per tanti mesi, non sapevo come fare la spesa, come comprare le medicine, come pagare le bollette di luce, gas, e acqua, tanto che mi hanno staccato più volte la corrente e due volte il gas, non ho potuto pagare neanche il mutuo per tanti mesi, mandavo i miei figli a farli mangiare dai miei fratelli o dai miei genitori, cercavo soldi in prestito per poter fare qualcosa in casa nostra e ancora oggi sto pagando quelle conseguenze”.

“È stato difficile trovare lavoro dopo. Qui tutti conoscono tutti e fare una denuncia è come aver ammazzato qualcuno. Non è stato così facile anche perché trovare un buon avvocato che capisse le nostre ragioni era difficile visto, ma per fortuna – rimarca Visentino – ho trovato un avvocato , Rosa Mennuni, degna del suo lavoro e della sua professionalità, e quando le abbiamo spiegato tutto non abbiamo parlato né di soldi e né di altro, le ho solo detto che volevo la mia dignità sia come uomo e sia come lavoratore”.

Anche per Francesco Barbieri potrebbe essere la fine di incubo: “Non è stato bello lavorare sotto la minaccia costante del licenziamento se non svolgevi compiti che non ti competevano. Avevo moglie, famiglia, mutuo e sottostavo alle loro richieste”.

Poi, un giorno, è arrivato un infortunio sul lavoro: quello che i giudici cristallizzano nella sentenza, quando a Barbieri viene detto di riferire di essersi fatto male in circostanze diverse da quelle reali.

“Dopo 9 mesi dalla denuncia mi hanno licenziato. Ho perso il lavoro, discussioni in famiglia fino alla separazione, ho quasi perso i miei due figli. Preso dalla disperazione, sono salito in cima a un silos e ho pensato di farla finita”, conclude Barbieri.


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Garbage
3 giorni fa

Gli imprenditori onesti si contano sulle mani e quelli che lo sono devono essere orgogliosi di se stessi. Dietro ogni persona c’è una dignità ed una famiglia da sostenere.
Chi sfrutta prima o poi ne pagherà le conseguenze.

Forza ragazzi!!! Non vi tirate indietro da questi
3 giorni fa

…Bisogna raccontare queste vicende alla tv di Stato la Rai, e sulle reti mediaset, esplicitamente sul programma le IENE …..!!! Così sfruttatano i lavoratori!!! …..Perché loro sanno di avere sempre il coltello dalla parte del manico, questa è realtà.

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