venerdì, Marzo 6, 2026
Politica

“Bonito nega i documenti alle opposizioni: legalità solo a parole”. Interviene la Commissione


Non date i documenti ai consiglieri del gruppo Avanti, perché sono stati sciolti per mafia e perché fanno ostruzionismo.

La lettera con cui il sindaco Francesco Bonito starebbe negando gli atti pubblici è datata, ma torna in auge oggi dopo che la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiesto urgenti spiegazioni all’amministrazione di Cerignola per una vicenda grave e che ha a che fare con trasparenza e la legalità.

Sebbene la legge preveda – e tra l’altro in maniera non univoca – che la richiesta di documenti possa essere negata qualora sia strumentale, ciò che i consiglieri di opposizione Maria Donofrio, Pasquale Morra, Rino Pezzano e Paolo Vitullo hanno denunciato è il sistematico e “generico” diniego di atti pubblici sulla base di una conclamata ostilità di Bonito, tra l’altro messa nero su bianco con una apposita circolare.

“È una cosa che non succede in nessuna città italiana ed è gravissimo” riferisce a Marchiodoc.it il consigliere comunale Pasquale Morra.

“Quando si parla di legalità e di trasparenza, questa amministrazione si professa maestra, ma poi nei fatti non è così. Abbiamo interpellato la Commissione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri visto che il Prefetto, sollecitato, ci ha risposto che non è un tema di sua competenza”, aggiunge Morra.

I consiglieri comunali di opposizione promettono battaglia: “La nota del Sindaco, imponendo un rigetto generalizzato e richiedendo preventiva informazione al Sindaco, costituisce una limitazione preventiva e difforme rispetto al regime normativo vigente che deve garantire l’effettività dell’accesso e l’autonomia degli uffici nel rispetto della legge”, sottolinea il gruppo Avanti Cerignola.

“L’imposizione di una linea di rigetto verso specifici consiglieri, sulla base di valutazioni politiche o giudiziarie esterne, rischia di configurare una discriminazione e di ledere il principio di imparzialità e buon andamento stabilito dall’art. 97 Cost., oltre a concretizzare unconcretizzare un’irregolare ingerenza dell’organo di governo nell’attività amministrativa degli uffici”, rimarcano Donofrio, Morra, Pezzano e Vitullo.

La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri precisa a Bonito che “tutte le Amministrazioni sono tenute a comunicare alla Commissione, nel termine assegnato dalla medesima, le informazioni ed i documenti da essa richiesti” e fissa in trenta giorni il termine per i chiarimenti.

Anche perché Bonito si riferisce a tutte e 73 – alla data del divieto – gli accessi agli atti richiesti e intima ai dirigenti di negare i futuri interventi delle opposizioni: “Già da oggi preavviso che, tutti i dirigenti che non si atterranno fedelmente a quello che io ho proposto, saranno da me proposti ad un provvedimento disciplinare”, è stata la consueta minaccia del primo cittadino.


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