Incandidabilità, Metta verso la Cassazione: “Ecco cosa ho deciso”

Ha scelto il giorno di San Valentino, Franco Metta, “per dimostrare l’amore verso la mia città”, e per delineare lo scenario che potrebbe aprirsi in seguito al pronunciamento definitivo sulla incandidabilità.
A seguito dello scioglimento della sua amministrazione per infiltrazioni mafiose, l’ex sindaco ha affrontato un lungo percorso legale a partire dal 2019.
“L’avvocatura dello Stato, opportunamente sollecitata, ha chiesto alla Cassazione che revisionasse la precedente sentenza per comminarmi una incandidabilità più lunga”, ha spiegato Metta. Nello specifico, si tratta di dover applicare due turni di incandidabilità, e non più uno, dopo la sopraggiunta modifica della legge e l’errore iniziale che invece aveva dato a Metta uno stop di un solo turno.
“Giuridicamente – ha rimarcato l’avvocato- hanno ragione. Il problema è che la Corte di Appello di Bari, quando mi ha dichiarato incandidabile, ha comunque detto che non c’erano elementi a mio carico, quindi abbiaml chiesto che tutto torni nuovamente a Bari per discutere di nuovo”.
“Quando Bonito dice che io sarei incandidabile penso che abbiano sistemato già tutto. Bonito dice che sono incandiabile perché evidentemente sa già come andrà a finire in Cassazione”, ha aggiunto.
Di qui la necessità di vagliare le ipotesi future. Se la Cassazione inaspettatamente dovesse dargli ragione, e questa è una prospettiva su cui perfino l’avvocato resta scettico, Metta dice di essere pronto a ricandidarsi a sindaco, come tra l’altro già annunciato da circa un anno. Qualora Roma decidesse per il doppio turno di incandidabilità, allora il percorso dovrà necessariamente essere differente.
“Per i cittadini non cambierà niente. Cambierà per me perché sarò ulteriormente danneggiato, perseguitato, umiliato e offeso senza aver fatto niente. Anche perché – è il ragionamento di Metta – dopo sette anni se avessi fatto qualcosa di male si sarebbe saputo”.
Se la Cassazione dovesse confermare il doppio stop, “sarò a disposizione del candidato sindaco che la coalizione sceglierà e che si contrapporrà a coloro che hanno distrutti Cerignola”, ha sottolineato l’ex sindaco.
Metta ha aggiunto: “Nel caso, non potrò essere candidato in prima persona, ma sarò in prima fila, ci sarà una lista Metta per Cerignola, e resto a disposizione in qualunque forma. Nessuno mi impedisce di fare l’assessore, il capo di gabinetto, il consulente legale dell’Amministrazione, ma sono discorsi che si faranno un domani. Di sicuro non ci sarà un disimpegno”.
Il prossimo candidato? “Sarò sempre disponibile a soluzioni unitarie tra civici e forze del centrodestra”.

Adesso sei disponibile? Hai chiesto agli altri se ti vogliono?
Mi sembra un giusto posizionamento nel contesto politico dopo anni di lavoro e di opposizione alla attuale amministrazione, pagata spesso anche sul piano personale. Il problema è della coalizione di destra, che deve comunque accetare un’OPA da parte di Metta, chiunque sia il candidato sindaco. Se può essere aggregante un prescelto qualsiasi, purché condiviso, non so se possa continuare ad esserlo con una ipoteca così netta.