sabato, Febbraio 7, 2026
Cronaca

Presunte infiltrazioni mafiose in Comune, dai video di Romano alla lettera anonima


La lettera giunta in Comune, che rivela presunte infiltrazioni mafiose nella compagine guidata da Francesco Bonito, è un vero e proprio caso, sebbene quell’esposto sia tutto da verificare e toccherà alla magistratura, ora, fare chiarezza, anche alla luce dei riferimenti precisi (circostanze, parentele, frequentazioni, nomi, cognomi, luoghi) e di possibili foto e video che l’anonimo scrittore sostiene di aver già affidato alle forze dell’ordine.

Al di là dell’aspetto giuridico, resta in piedi un generale clima di incertezza. In queste ore, e dopo la pesante denuncia recapitata ai consiglieri comunali, hanno un diverso riflesso anche quelle parole che il consigliere Michele Romano aveva impresso sui social network l’estate scorsa e che riguardavano una trattativa Comune-Mafia da istituzionalizzare, secondo il medico, al fine di far “funzionare” la città.

“O facciamo una trattativa Comune/Mafia – aveva dichiarato il consigliere comunale di Bonito in un video – o ci iscriviamo nella lista dei martiri: ma io non voglio essere il primo”. Della serie: o si tratta con la malavita o si muore.

Quelle parole, ad agosto scorso, furono un vero e proprio shock per la città, a maggior ragione perché pronunciate da un esponente di una compagine che sui temi dell’antimafia aveva fatto la sua fortuna, e a maggior ragione dopo lo scioglimento anticipato del consiglio comunale del 2019.

Dopo nemmeno un mese, Romano rilanciò: “Proporrò al Prefetto e al Ministro dell’Interno la zona grigia, perché al momento è il colore che rappresenta meglio la realtà della nostra città. Spero che qualcuno abbia capito: svegliati, Cerignola! Così non andiamo da nessuna parte, assisteremo a un suicidio collettivo”.

Una dichiarazione evidentemente riferita alla cosiddetta “zona grigia” che raggruppa nell’immaginario collettivo e nelle cronache giudiziarie politici, imprenditori, malavitosi, esattamente come riferito nella missiva giunta in Comune dopo le festività natalizie.

Rispetto alle esternazioni di Romano, allora, Francesco Bonito si è limitato a fare spallucce: “Si tratta di dichiarazioni rilasciate a titolo personale, ma mi sembra comunque opportuno organizzare un incontro chiarificatore”. Degli esiti di quell’incontro, ovviamente, non se ne è saputo più nulla. Se effettivamente vi sia stato ed eventualmente con quali toni e con quali determinazioni.

Già nel 2021, in piena campagna elettorale, Michele Romano si rivolse con un appello alla mafia locale, “da pari a pari”, affinché vi fosse una spartizione di competenze sugli aspetti da governare nella città.

Oggi la lettera che descrive le presunte infiltrazioni nell’amministrazione Bonito riapre ferite mai rimarginate fino in fondo e si muove proprio in linea con le continue allusioni rivolte sino a ora alla giunta Bonito dai suoi stessi uomini di maggioranza.

Dalla stessa maggioranza di governo nessuno ha preso posizione sul recente esposto.

A commentare l’accaduto è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Netti: “Personalmente ho sempre sostenuto che una lettera anonima di accuse equivale ad un rifugio per codardi e manipolatori. Una lettera anonima può valere niente, ma può dire qualcosa o tutto se i “fatti” risultano circostanziati”.

“Sono sicuro – ha aggiunto il consigliere – che gli organi inquirenti approfondiranno seriamente quanto accaduto. Quella serietà a protezione di quel vergognoso meccanismo dei cosiddetti due pesi e delle due misure troppo spesso applicato a seconda del l’appartenenza politica o, cosa ancora più vergognosa, a seconda dell’appartenenza a qualche casta intoccabile”.

“Mi chiedo: se tutto questo avesse interessato un’amministrazione di centrodestra, come avrebbero reagito i giustizialisti di sinistra locali?”, ha concluso Netti.

Michele Cirulli


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