Clamoroso! La moglie di Bonito denuncia Metta per stalking, chiuse le indagini

Sono sette i video al centro delle accuse, attraverso cui si sarebbe consumata l’ipotesi del reato di atti persecutori dell’ex sindaco Franco Metta nei confronti della moglie del sindaco Francesco Bonito, Angela Tarantino.
Le accuse, contenute nell’avviso di conclusione delle indagini che nei giorni scorsi è stato notificato al politico cerignolano, si sostanziano in una denuncia di sette pagine con la quale Tarantino ha spiegato i motivi, secondo il suo punto di vista, per i quali in seguito ai video Facebook di Metta avrebbe subìto un “perdurante e grave stato di ansia e di turbamento determinato dalla costante paura di essere vittima di attività denigratoria, lesiva del suo nome e della reputazione come donna e professionista, tale da costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita , a ricorrere a cure mediche specialistiche per la cura del ‘disturbo depressivo maggiore’ con gravi ripercussioni sulla sua sfera personale e professionale ed a non poter più guidare da sola autoveicoli fuori dal centro di Cerignola”.
Ma cosa viene contestato, nello specifico? Tarantino, attraverso l’avvocato Raoul Pellegrini del foro di Foggia, porta come prova dei video postati sui social da gennaio a giugno del 2022.
“Sindaco in tacco 21”; “Tarantino sarebbe stata condannata se non fosse intervenuta la prescrizione” nell’ambito dell’inchiesta delle truffe all’INPS risoltasi, appunto, con proscioglimento per la scadenza dei termini; “ricorsi per ottenere indennità già ottenute”; “mi aspetto un’azione civile da parte dell’INPS per il recupero dei soldi truffaldini ai contribuenti”; “Bonito e consorte non hanno ancora ancora restituito all’INPS il denaro ricevuto non legittimamente”; Tarantino deve “fare i cicatelli e gnocchetti il giovedì”; “il Comune di Stornarella”, nell’ambito del Consorzio dei rifiuti, “chi ha nominato come avvocato? Ha nominato Angioletta, Angioletta prenderà i soldi”.
Sono queste le principali frasi che per l’accusa configurerebbero il reato di atti persecutori e per le quali è terminata la fase delle indagini, come da atto notificato allo stesso Metta. Adesso l’avvocato cicognino avrà venti giorni per presentare memorie. Dopo quel periodo, i giudici si esprimeranno su un possibile rinvio a giudizio. La pena massima prevista per il reato è di sei anni e mezzo di reclusione.
L’articolo 612 bis prevede che “è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.
Nel comizio tenutosi ieri per sostenere la candidatura di Carlo Dercole alle elezioni regionali, l’ex sindaco non ha risparmiato commenti al vetriolo a causa di un’azione giudiziaria che reputa abnorme, illogica e “persecutoria”: “Farò la guerra civile, andrò al Consiglio Superiore della Magistratura, denuncerò per calunnia, andrò dal Presidente della Repubblica. Questa è una cosa grave. È una denuncia fatta per intimidire, non c’è nessuno stalking ovviamente. Vogliono solo mettermi a tacere e alzano il livello, non ho paura”.
Per l’avvocato il discorso è più ampio: “Un mio cliente – ha raccontato in comizio – diceva alla Cicolella che non sapeva fare l’assessore: è successo che la mattina si è ritrovato dodici poliziotti in casa, lo hanno perquisito e gli hanno sequestrato telefoni e computer. Imputato per aver commentato su Facebook”.
“Sono stufo di questa situazione. Comincia la guerra. Oggi rischio sei anni di carcere per aver detto alla moglie del sindaco di andare a fare i cicatelli”, ha chiosato Metta alla sua maniera.
Di certo non mancheranno colpi di scena.
Michele Cirulli

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