L’IMU a +10% dopo la Tari a +20%: la saga degli aumenti pensati o già attuati

Con una lettera re-inviata ad agosto ai consiglieri comunali di maggioranza, il sindaco Francesco Bonito ha illustrato il programma di fine mandato, che si concretizza in due soli punti: lo scioglimento del Consorzio dei rifiuti e l’aumento dell’IMU a carico dei cerignolani con una “manovra” che permetterebbe almeno nelle intenzioni gli ultimi scoppiettanti saluti prima delle prossime elezioni della primavera del 2027.
Sul Consorzio le posizioni sono note: per Bonito si tratta di un abominio giuridico, a cui però ha affidato la stesura e l’organizzazione della gara da 107 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti a Cerignola e nei Reali Siti per i prossimi sette anni. Per le opposizioni, invece, si tratta di una posizione personale del primo cittadino, e di alcuni suoi sottoposti, per attaccare Monica Abenante, attuale direttore.
Tra l’altro – è il pensiero delle minoranze – lo scioglimento del Consorzio aprirebbe a una serie di ricorsi e di ulteriori sanzioni, fermo restando che i fondi sulla partecipazione del comune di Cerignola sono ancora in bilico. Cerignola partecipa al Consorzio al 61% o 49%, visto che Bonito stesso ha approvato due bilanci distinti che riportano percentuali differenti? E la rimanenza dei soldi, chi la mette?
Ben più scioccante è la proposta di aumento dell’IMU. Non per la misura in sé, ma per le ragioni esplicitate nella missiva del primo cittadino e che sottendono a questa decisione, di cui parleremo più avanti. Ad oggi sul tavolo della maggioranza c’è lo studio, accurato e comparato con altre realtà, rispetto a un aumento delle tasse sulle seconde case e sulle attività dei professionisti.
Il rincaro si attesta nell’ordine del 10% ad immobile. La maggioranza, sponda PD, ha già fatto sapere a Bonito di essere d’accordo, ma di voler posticipare la votazione semplicemente perché adesso incombe la campagna elettorale per le regionali e l’approvazione degli aumenti delle tasse potrebbe indispettire l’elettorato. Da dicembre, però, non si scappa, anche perché Bonito lo ha detto chiaramente: quei due punti sono caratterizzanti.
Altrimenti, è la conseguenza naturale, si va a casa. Certo, i penultimatum di Bonito sono noti, così come l’impossibilità da parte dell’ex giudice di lasciare Palazzo di Città; a ciò si aggiunga la paura dei consiglieri di dover abbandonare il covo comunale, teatro di ogni azione sgangherata, di posizioni controverse, di affidamenti da brividi e probabilmente salotto della zona grigia, per dirla come Michele Romano.
Sicuramente, quindi, alla luce di ciò, arriverà la stangata IMU dopo la stangata TARI, aumentata fino al 20% nelle tasche dei cerignolani.
Michele Cirulli
