domenica, Gennaio 18, 2026
Cultura

Gratteri, Friedman e Di Battista: giustizia e guerre al centro


Palazzo Fornari si è trasformato nel cuore pulsante del dibattito culturale cittadino. Nella serata di ieri, a partire dalle 19.40 fino a quasi le 23, la Fiera del Libro di Cerignola ha ospitato tre figure di spicco come il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, l’ex parlamentare Alessandro Di Battista e il giornalista Alan Friedman.

Un pubblico numeroso ha seguito con attenzione gli interventi e ha avuto anche l’opportunità di acquistare i libri degli autori, scattare una foto con loro e farsi firmare una copia. Gratteri ha incentrato il suo intervento sulla giustizia, ribadendo la necessità di tutelare i più deboli e accelerare i processi. Ha definito infondata la narrazione sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, ricordando che a chiederla ogni anno sono circa 35 magistrati su oltre novemila, e ha ammonito sul rischio di ingerenze dell’esecutivo.

Critico anche verso la riforma Cartabia, varata – a suo dire – soltanto per ottenere i fondi del PNRR e verso le posizioni del ministro Nordio sulle intercettazioni: “Le spese investigative si ripagano da sole – ha ricordato – basti pensare a sequestri milionari come quello da 6 milioni di euro effettuato dalla procura di Napoli che copre un anno intero di attività, considerando che la spesa media per le intercettazioni è di circa 5 milioni.

Molto più geopolitico il focus di Alan Friedman, che ha presentato La fine dell’impero americano. Secondo il giornalista, l’Europa resta l’ultimo baluardo dei diritti civili, mentre la democrazia americana vive una crisi profonda, aggravata dal populismo di Donald Trump, definito “fascista, populista, imbecille e imprevedibile”.

Friedman ha sottolineato i rischi di un’America guidata da un leader senza strategia, circondato da complottisti, yesman e ha paragonato le crisi odierne – guerra in Ucraina, conflitto a Gaza, emergenza economica e post-Covid – ai traumi collettivi del Novecento, stimando che serviranno una o due generazioni per invertire la rotta. Inoltre, secondo il giornalista americano, l’obiettivo e il fine della politica di Donald Trump sarebbe quello di soffocare definitivamente la democrazia.

Infine Alessandro Di Battista ha acceso il dibattito sul conflitto israelo-palestinese, parlando apertamente di “genocidio” e ricordando come la guerra a Gaza non sia iniziata il 7 ottobre, ma affondi le radici in settant’anni di politiche israeliane. Ha denunciato la mediocrità della classe dirigente italiana, che continua a rifugiarsi nello schema destra-sinistra, e ha lanciato una stoccata all’ex premier Mario Draghi, definito “il Cristiano Ronaldo della politica che però non ha fatto neanche una singola riforma”.

Una serata intensa, che ha visto convergere politica, giustizia ed economia in un unico grande filo narrativo, confermando la Fiera del Libro come un appuntamento imprescindibile per il confronto e la riflessione a Cerignola.

Domenico Ziro


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Cittadino a occhi aperti
3 mesi fa

Non fatevi infinocchiare dalle sirene della finta cultura di questi scittori e giornalisti con la penna spuntata e con i loro libri. Infestano la puglia in vista delle prossime elezioni. A trani c’era la Degregorio che vendeva i suoi libri. Che vergogna…. sono alla frutta..

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