Il Tatarella si riempie (?) di cose: ma dov’è il personale?

Dodici milioni di euro fanno notizia, è chiaro. La Regione Puglia annuncia un maxi intervento sugli ospedali di Foggia, Manfredonia, San Severo e Cerignola. Al “Tatarella” spetta un potenziamento della Cardiologia di circa 2,4 milioni, con la promessa di una sala di emodinamica ed elettrofisiologia: finalmente, direbbe qualcuno, un servizio che potrebbe salvare vite nei minuti decisivi. Sulla carta, tutto splende: angiografi di ultima generazione, ecografi portatili, ventilatori,sistemi di monitoraggio. Ma il punto è sempre lo stesso: chi li userà?
Perché a Cerignola la storia si ripete. I finanziamenti arrivano, i bandi vengono annunciati, ma poi le porte delle nuove unità restano chiuse o a mezzo servizio. Non basta comprare un macchinario: servono specialisti, infermieri, turni coperti. E in un ospedale che da anni combatte con organici ridotti e reparti che sopravvivono per senso del dovere dei pochi medici rimasti, il rischio è che l’ennesima inaugurazione si trasformi in passerella politica.
La verità è che il Tatarella serve a un bacino di 150mila persone. Un numero enorme. Eppure ogni volta che si parla di emergenze cardiologiche, i pazienti vengono ancora caricati in ambulanza e spediti altrove. Tempi che si allungano, speranze che si accorciano.Ora ci dicono che entro gennaio la nuova cardiologia potrà partire, e che entro il 2027 le sale operatorie saranno ammodernate. Ma quanto ci vorrà davvero? E soprattutto: quanti medici resteranno o arriveranno a Cerignola per far funzionare le nuove tecnologie?
Nei giorni scorsi, intanto, al Tatarella si è vissuto l’ennesimo corto circuito organizzativo. Con il passaggio dal sistema informativo aziendale dell’ASL a quello regionale, la linea è rimasta inattiva per tre giorni e il personale ha dovuto lavorare interamente su cartaceo. Un ritorno al passato che ha generato confusione: mancavano moduli, si sono accumulati ritardi e i rallentamenti hanno coinvolto praticamente tutti i servizi, dal centro prelievi ai tecnici di laboratorio.
Ogni dato è stato trascritto più volte a mano, con disagi sia per i pazienti che per gli operatori.
Anche il pronto soccorso, durante il blocco, non poteva inserire richieste online.Ieri la connessione è stata ripristinata e il sistema regionale è già operativo, ma resta da riportare online tutto ciò che è stato prodotto su carta, per ricostruire lo storico.Va detto che al personale era stato comunicato in anticipo che ci sarebbero potuti essere disagi:quindi l’allarme era previsto come “fase di transizione”.
Ma la realtà è che al Tatarella manca una figura di riferimento: a Cerignola non si capisce chi faccia il direttore sanitario e quando c’è un problema nessuno sa davvero a chi rivolgersi.
Domenico Ziro

E il reparto oncologia a quando ?
Mia moglie per una risonanza magnetica con mezzo di contrasto prenotata ieri e data fissata a novembre 2026.
Come si fa ?