martedì, Marzo 10, 2026
Cronaca

Siamo all’alba di un nuovo processo Cartagine? Alla DIA un pool per i “cerignolani”


Un nuovo processo Cartagine all’orizzonte. È questa la previsione lanciata ieri dal quotidiano l’Attacco che cita fonti della Direzione Investigativa Antimafia.

Secondo il giornale foggiano, ci sarebbe a Bari un pool di investigatori impegnati in un’operazione che potrebbe prendere il nome di Decima Ter, ricalcando i blitz Decima e Decima Bis che hanno smantellato i clan del capoluogo.

A sostegno della tesi, anche il cambio alla guida del Comando Provinciale dei Carabinieri, con l’ingresso di Giovanni Capone, salentino, reduce da un’esperienza al GIS e considerato uomo dalle grandi capacità investigative e operative.

La lente d’ingrandimento della giustizia, quindi, potrebbe presto spostarsi su Cerignola, almeno stando alle indiscrezioni di stampa.

A luglio scorso, dalla Basilicata è partito un filone di indagine sulla costruzione del resort San Barbato, che ha svelato, tra le altre cose, la capacità della mala locale di infiltrarsi nel tessuto economico attraverso aziende edili nate per ripulire i proventi della criminalità organizzata, o almeno di una parte di essa.

Da quell’operazione, destinata a portare ulteriori strascichi, era emerso anche un fatto inquietante: ossia che la caserma dei carabinieri di Cerignola, presa in affitto dallo Stato, è stata acquistata da un imprenditore ritenuto vicino a un gruppo criminale locale.

A far accendere i riflettori, in questi mesi, non c’è stata soltanto la mediaticità dei furti di auto, ma la convinzione che la zona grigia ofantina abbia esteso il proprio raggio di pertinenza in maniera decisa senza risparmiare nessuno.

A livello cronologico, va annotato che proprio qualche giorno fa il consigliere comunale Michele Romano ha lanciato l’allarme sulla “zona grigia cerignolana”, in maniera nemmeno troppo criptica, dopo aver paventato la possibilità di fare “accordi” con la mafia per guadagnarsi la sopravvivenza.

Il quotidiano foggiano, in edicola ieri, ha inoltre raccontato un altro episodio: l’ex questore di Foggia, Ferdinando Rossi, sarebbe diventato responsabile della sicurezza dell’impresa della famiglia Grieco: “Una scelta che ha destato comunque sorpresa perché dimostra quanto sia labile il confine tra poteri pubblici e dinamiche economiche in un territorio complesso come quello cerignolano”.

L’attuale Prefetto di Foggia, Paolo Giovanni Grieco, resterà in carica fino a settembre 2026. Qualora dovessero risultare attendibili le ricostruzioni giornalistiche, è verosimile che sia proprio quella la deadline di un ipotetico Cartagine Bis. E poi, dopo qualche mese, Cerignola tornerà al voto.   


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PAESE INVIVIBILE!!! SU GLI ASPETTI
5 mesi fa

Cerignola tornerà al VOTO???!!!! Chi può dirigere un paese cosi martoriato ,Certo, questi che amministrano adesso non se ne parla proprio sono totalmente incapaci riuscendo ad affossare ancor di più un paese in condizioni pessime ed invivibili a tutta la comunità cerignolana da 30anni a questa parte,, con una percentuale del 100% AUMENTO DI CRIMINALITÀ ED INCIVILTÀ MAI VISTA A CERIGNOLA.

Mauro
5 mesi fa

Possono fare tutte le indagini possibili! Il problema principale è la certezza della Pena.
Bisogna cacciare i fuorilegge che stanno a Roma.

Fanno da troppi anni leggi che depenalizzano tutti i tipi di reati che coinvolgono loro e i loro complici e colpiscono anche i reati predatori, oltre a omicidi ed altro.

Prima si cambiano le Leggi.

Esempio

Omicidio = Carcere a Vita.
Rapina = Pena minima 10 Anni.
Spaccio = Pena Minima 10 Ammi.

Poi vedi i risultati del calo reati.

andonje
5 mesi fa

e quann s mov’n

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