Provocazione accettata: ecco da dove iniziare la trattativa Comune – Mafia

Le parole del consigliere Michele Romano sulla trattativa Comune/Mafia, che hanno perfino trovato apprezzamenti diffusi e presenti sui social, hanno fatto discutere. È stata una provocazione, ha specificato il medico che sostiene l’Amministrazione Bonito prima di tentare l’inversione a U.
Cosa succederebbe se accettassimo la provocazione di trattare con la mafia per evitare il martirio? Abbiamo provato a ragionarci, un po’ per assurdo, un po’ per satira. Ma non troppo.
È in corso un progetto per il nuovo stadio, partito per essere un’arena da trentamila posti e ora, più modestamente, trasformato in una struttura per 5000 persone, sebbene l’esistente Monterisi ne possa già ospitare 4500.
Il progetto, di per sé inutile, tra costi di esproprio e di realizzazione tra l’altro risulta essere molto dispendioso, quindi servirebbe chi ha denaro da spendere senza troppe preoccupazioni.
Pertanto, seguendo il Romano-pensiero, si potrebbe individuare un terreno di qualcuno con gravi precedenti penali, o magari qualche terreno confiscato dalla DIA, e si potrebbe affidare alla criminalità l’esecuzione dei lavori, anche per riciclare denaro sporco.
Sarebbe l’affare del secolo per tutti. Non per i cittadini, ovviamente, che invece dovranno indebitarsi con ulteriori tasse per ripagare il mutuo del credito sportivo, ma, a ben vedere, questa soluzione potrebbe essere il coronamento di quel patto sociale tra il “bene” e il “male” provocatoriamente perseguito in due distinte e separate uscite pubbliche da Romano.
Nel 2023 si tentò di far eseguire la costruzione dello stadio a Erminio Arminio, sotto processo per lo sversamento illegale dei rifiuti tra Campania e Basso Tavoliere (comprese le campagne di Cerignola), ma poi dopo la nostra inchiesta è sfumato tutto. A proposito, di Erminio Arminio torneremo a parlare a stretto giro con ulteriori novità.
Quindi, saltato il Monnezza Stadium, e fatta propria la provocazione di Romano, si potrebbe fare l’upgrade e appaltare direttamente alla mafia la costruzione della nuova Arena del calcio locale, utilizzando chiaramente delle teste di legno.
In fondo , anche il Prefetto di Foggia, quando ha sciolto per mafia il Comune di Cerignola, si è addentrato nella spiegazione degli affari sotterranei: si potrebbe attingere qualcosa dalla relazione e dalle conseguenti censure sottoscritte anche dal Presidente della Repubblica. Perché no.
Ecco, accettata altrettanto provocatoriamente la teoria di Romano, la trattativa Comune/Mafia vagheggiata dal consigliere potrebbe partire proprio da qui: dal nuovo e inutile stadio.
Possibile che non sia già venuto in mente a nessuno?
Michele Cirulli
