domenica, Dicembre 14, 2025
Politica

TARI, commercianti in difficoltà: “Aumento per noi insostenibile”. Montingelli: “A Canosa invece aiuti”


Mentre l’economia locale arranca tra inflazione, calo dei consumi e crescenti timori legati alla criminalità, a Cerignola si aggiunge un’altra, pesante zavorra per famiglie e imprese: il costo elevato della TARI, la tassa sui rifiuti.

A lamentarsi non sono solo i piccoli esercenti, ma anche bar, ristoranti, botteghe storiche e negozi di vicinato: realtà che rappresentano il tessuto vivo della città, oggi sempre più in affanno.

“Paghiamo più di 2.000 euro l’anno solo di TARI, a fronte di un servizio che non giustifica una simile spesa”, racconta un commerciante del centro, che preferisce restare anonimo. “E intanto i clienti diminuiscono, i costi fissi aumentano e lo Stato è sempre più assente”.

Una tassa che strangola chi già lotta per sopravvivere

Giuliano Montingelli, di Fratelli d’Italia, commenta: “La TARI non è solo un’imposta: è diventata l’ennesimo fattore di pressione su un sistema economico locale al limite del collasso. Alla crisi economica si sommano problemi cronici come la criminalità predatoria, che scoraggia gli investimenti e costringe molti esercenti a vivere nel timore di furti, rapine o danneggiamenti”.

In questo contesto, la tassa sui rifiuti – invece di essere calibrata con buon senso – appare scollegata dalla realtà, incapace di distinguere tra grandi catene e piccole attività familiari che spesso non arrivano a fine mese.

Il giovane meloniano richiama un modello assai vicino, che pare stia dando buoni risultati: “A pochi chilometri di distanza, la città di Canosa di Puglia mostra che un’altra strada è possibile. L’amministrazione comunale, consapevole delle difficoltà vissute dai commercianti, ha intrapreso una serie di interventi mirati per alleggerire il carico fiscale sulle attività produttive: riduzioni, esenzioni parziali e incentivi per chi investe nel territorio”.

“Il risultato? Un tessuto commerciale più vitale, nuove aperture, maggiore fiducia da parte degli imprenditori. Una scelta politica, certo, ma anche una visione lungimirante: aiutare chi crea lavoro e presidio sociale significa investire nel futuro della città, sostiene Montingelli.

“Il confronto tra Cerignola e Canosa è impietoso. Mentre altrove si cerca di sostenere il commercio, qui si dà la sensazione di ignorarne le difficoltà. Il rischio? Che si entri in un circolo vizioso: chiusure, desertificazione urbana, perdita di posti di lavoro e conseguente ulteriore calo delle entrate comunali. La spirale della stagnazione – se non addirittura della recessione commerciale – è dietro l’angolo. È ora che l’amministrazione comunale di Cerignola ascolti il grido d’aiuto che arriva dalla sua comunità produttiva. Serve una revisione seria della TARI, basata su equità, trasparenza e sostenibilità. Perché far pagare di più chi produce ricchezza non solo è ingiusto, ma anche economicamente miope”, conclude Montingelli.


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PLATINI'
3 mesi fa

Mamma mia quante stronzate, pur di rabbattare qualche consenso. Perle di liberismo convinto e inconsapevole “ingiusto far pagare di più chi produce ricchezza”, e chi dovrebbe pagare i morti di fame ??!!! Schiaritevi le idee che la tari 2027 o 2028 o 2029 arriva in un batter d’occhio…e poi so cazzi se non si ha nulla di concreto in mano. Come si dice a Cerignola “so tott pruret d coul” esattamente come nel nefasto autunno 2021

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