martedì, Gennaio 13, 2026
Politica

Crisi in Comune, spunta l’ipotesi Longo (e c’è già chi si oppone a oltranza)


Il momento di crisi dell’amministrazione comunale viaggia su due binari: una fase amministrativa debole, frutto di una giunta inesperta nonostante i quattro anni trascorsi e di una guida ormai sballottata dagli eventi; una fase politica schizofrenica, che ha toccato l’apice con l’ultimo bilancio per il quale sono servite 5 sedute, un rimpasto di giunta, le dimissioni di un consigliere comunale, la fuoriuscita ufficiale dalla maggioranza della lista del Presidente della Regione Michele Emiliano.

Nelle ultime settimane, per sopperire a uno scollamento con la cittadinanza che sindaco e giunta si rifiutano di vedere ma che viene sottolineato a cadenza quotidiana dalle lamentele ormai continue di una consistente parte dei cerignolani, in maggioranza si starebbe cercando di porre un rimedio con l’individuazione di una figura che possa raccordare macchina amministrativa e corpo politico.

Una funzione che adesso, in maniera del tutto clandestina, è affidata a Savino Bonito, figlio del sindaco, che svolge attività di capo di gabinetto. Con risultati che – è evidente- al momento sembrano non portare benefici collettivi.

Per questo si starebbe facendo largo l’ipotesi di Michele Longo, area Partito Democratico, per occupare una posizione che, quando ben svolta, ha portato ai Comuni risultati soddisfacenti almeno in ordine all’organizzazione dell’Ente e delle sue ramificazioni con la politica. Il direttore di banca potrebbe essere il giusto compromesso perché persona di area centrosinistra (si è candidato negli anni scorsi alla segreteria cittadina del Pd), dalla buona attitudine tecnica considerando la sua professione (è direttore di banca) ed è conoscitore delle dinamiche politiche (è stato candidato alle regionali nel 2015).

Mentre una parte della maggioranza ritiene non più derogabile l’introduzione di una figura ufficiale da capo di gabinetto che possa tenere le redini politiche e amministrative, c’è invece una frangia che tenta di insabbiare l’ipotesi poiché sarebbe automaticamente ridimensionata dall’entrata di una professionalità in grado di essere punto nevralgico delle operazioni che interessano la Città.

Nel vuoto decisionale, infatti, più di uno riesce a curare e magari a espandere il proprio orticello. Ed è per questo che i meno contenti sono proprio Savino Bonito e la vicesindaca Maria Dibisceglia, che ora invece fanno asso pigliatutto di deleghe e contatti. E sono proprio loro, con questo atteggiamento, a paralizzare l’attività amministrativa che invece, in tempi di PNRR, dovrebbe essere una vera e propria macchina da guerra.


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ciaone
7 mesi fa

Ma siamo su scherzi a parte? Ogni giorno uno che esce ed uno che entra. Un concorso a premi o tragica realtà?

Addapassalanuttata
7 mesi fa

Sarebbe la certificazione ISO che sono tutti una manica di scappati di casa…

Mimmo
7 mesi fa

Avanti un altro.

andreA
7 mesi fa

Longo è sicuramente una persona perbene, ma questi non gli faranno toccare palla; gli interessi famelici ad un anno o poco dalla fine del mandato, suggeriscono di continuare a fare la scarpetta di ciò che arriva.

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