Carducci di Confcommercio Cerignola: «Il Comune può far poco, creare un disservizio per arrivare al Governo»

Carducci di Confcommercio Cerignola: «Il Comune può far poco, creare un disservizio per arrivare al Governo»

Così come la campagna elettorale aveva suscitato uno scarso interesse tra i cerignolani, altrettanto sta succedendo con le fibrillazioni post elezioni negli schieramenti politici. A tenere banco è esclusivamente il caro energia, che preoccupa famiglie e imprese.

Il sindaco Bonito e l’assessore alle Attività Produttive Sergio Cialdella si sono subito schierati con gli esercenti e le famiglie, così come monsignor Fabio Ciollaro, vescovo della diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano. L’incontro tra amministrazione comunale e commercianti può risollevare le sorti delle categorie produttive? E in che maniera?

Francesco Carducci, vicepresidente della Confcommercio di Cerignola e rappresentante cittadino dei panificatori, predica prudenza: «Ritengo che il Comune possa fare ben poco, oltre a fornire sostegno morale e a manifestare al nostro fianco. Certo, può diminuire Tari e Tosap, ma si tratterebbe di un beneficio minimo. Se una Tari di 3000 euro annui mi viene portata a 2500 euro, questo non serve a fronte di una bolletta della luce che è passata da 1500 euro a 5500 euro mensili».

Deve essere dunque il governo a fare la propria parte per porre rimedio alla crisi : «Gli enti locali hanno poca o nessuna voce in capitolo in materie di energia elettrica e di gas – afferma Carducci – I governi dovrebbero intervenire calmierando i prezzi dell’energia, oppure intervenendo sull’IVA». Ma a livello locale non si può fare proprio nulla? «Ci sono comunque dei punti su cui si può lavorare. Penso che occorra fare una serrata di 24 ore, che tutta la città stacchi i contatori per tre ore e che si scenda in piazza.  Si deve creare un disservizio per un tempo limitato, così da farci sentire».

Francesco Carducci è anche titolare di un panificio che, oltre al caro energia, deve fare fronte ai rincari delle materie prime: «Da aprile ad oggi, c’è stato un aumento medio del prezzo delle farine 30%. Anche carta e plastica per gli imballaggi costano di più. Abbiamo provato a contenere gli aumenti per la clientela, ma non ce la facciamo più». I prezzi dei prodotti da forno sono perciò destinati a salire? «A breve, la categoria dei panificatori si riunirà per decidere il da farsi – annuncia Carducci – Pane, focacce, dolci aumenteranno di 0,80 centesimi o di un euro almeno. Anche qui, il governo dovrebbe calmierare i prezzi, ma in seguito alle liberalizzazioni che hanno tolto potere decisionale alle associazioni di categoria e alle sigle sindacali, è qualcosa di poco fattibile», chiude il rappresentante dei panificatori.

Giovanni Soldano


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Vi state sempre a lamentare, e pure gli scontrini.
2 mesi fa

Voi parlate dei vostri problemi, ma per i problemi di tanta gente, a voi non interessa un ca**oo!! L’essenziale è coprirvi il culo. Chi percepisce uno stipendio, o una pensione sa dove va in contro,, ALLA MISERIA!!! Gli stipendi, e le pensioni, che percepiamo sono bloccati dal 2010 e sono rimaste le stesse somme da 1000€ e 1.200€ di pensione, questo è il massimo, non parliamo di altri che riscuotono ancora molto meno, e 1.500€ di stipendio, lo Stato con le buste paga ti controlla anche nel buco del c… mi dite come si arriva a fine mese?? Con quei… Leggi il resto »

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