Il caro bollette piega la movida cerignolana: “Pensiamo di aprire solo nel weekend”

Il caro bollette piega la movida cerignolana: "Pensiamo di aprire solo nel weekend"

“E’ tempo di chiudere durante la settimana e aprire solo per i week end”: Nicola Lopane non ha dubbi: “le piccole imprese, soprattutto dei pubblici esercizi sono al collasso, dopo le restrizioni per il covid, le bollette stanno strozzando chi vuole lavorare legalmente”.

Lopane ha aperto il suo Safarà, nella centralissima piazza Mercadante, quella del teatro, da quasi diciott’anni, “l’anno prossimo diventiamo maggiorenni”, dice con orgoglio, e non solo per il traguardo raggiunto. Infatti, il Safarà è stato il primo punto di ritrovo per i giovani cerignolani. E’ lì che è iniziata la movida locale.

Lopane ha fatto sì che ragazze e ragazzi non fossero costretti ai tour serali nelle città limitrofe, ma potessero trovare anche senza prendere l’auto, divertimento di qualità nel cuore del centro storico. Oggi, quell’impresa è alle corde. “L’energia elettrica è raddoppiata e paghiamo una tari (la tassa per i rifiuti) tra le più alte d’Italia. Inoltre, non abbiamo nessuna agevolazione dalle assunzioni dei dipendenti. Collaborano con me sei persone di cui quattro regolarmente assunte a tempo indeterminato”.

Conti che portano Lopane a riflettere su come modulare l’offerta: “se apro ad esempio il mercoledì e occupo solo cinque o sei tavoli inizia a non essere più conveniente, è troppa la differenza tra costo e incasso, meglio aspettare il fine settimana quando è più facile che il locale si riempia”. Inoltre, c’è un problema di concorrenza: “noi non siamo una piazza turistica, quindi, oltre a non poter contare su una clientela di passaggio, dobbiamo fare i conti con avventori quasi tutti abituali e a loro non si può chiedere di pagare un cocktail 8 o 10 euro, come magari fanno a Trani o nelle località costiere”.

Ecco perchè “siamo davvero tra l’incudine e il martello”. Da qui la richiesta: “sono necessarie due cose, la prima è un sostegno a questo tipo di imprese come durante i mesi duri del covid, che possa essere un taglio bollette, una riduzione della tari e aiuti per le assunzioni; la seconda è la collaborazione anche con l’amministrazione comunale, magari concordando con loro manifestazioni culturali e musicali così almeno da limitare le nostre spese in tal senso, oltre ad una riduzione del costo per l’occupazione di suolo pubblico a quelle imprese che dimostrano di essere in regola”.

In attesa che dal Governo e dal Comune giungano risposte, Lopane intanto, oltre ad ipotizzare un’apertura solo nel weekend, studia come “resistere”, perchè di resistenza si tratta, ai rincari. “Per la prossima stagione autunno – invernale stiamo studiando serate a tema per stimolare i nostri clienti a venire a trovarci, così noi da un lato ammortizziamo i costi energetici e dall’altro riduciamo le giacenze nei frigo della merce ad alta deperibilità. Non è facile, ma non ci arrendiamo”.

Natale Labia


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:-)
13 giorni fa

Caro Nicola, per quanto io mi auguri arrivino aiuti ed agevolazioni mi sa che sarai solo a combattere.
Non fare affidamento su eventuali promesse, resteresti molto deluso.

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